REGGIOLO – 2012-2017 LA COLLABORAZIONE VERA FORZA DELL’EMILIA CONTRO IL SISMA

Convegno_DeMicheli.jpgDe Micheli: “Bravi nei fatti. Porterò l’esempio a Roma”

Bravi in valore assoluto, bravi soprattutto per i fatti, ma anche in termini relativi. Qui in Emilia non si è perso tempo, le energie non sono stato disperse, le idee hanno camminato sulle gambe delle persone ed è stato fatto molto di più di quello che hanno fatto le norme o i decreti legislativi che si sono succeduti per la ricostruzione. Il sottosegretario all’Economia e Finanze Paola De Micheli esprime così, a cinque anni dal sisma che ha scosso l’Emilia, quanto questa terra e la sua gente sia riuscita a reagire al disastro, quanto la “partecipazione osmotica”, così come l’ha definita, di ogni parte della società (istituzioni, cittadini, mondo dell’impresa, associazionismo e volontariato) sia riuscita a raggiungere risultati incredibili dopo il duro colpo inferto dalle scosse.

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Sabato l’arrivo a Reggiolo del sottosegretario per il convegno “2012-2017 – Dalla ricostruzione al rilancio economico. Storie di successo dal cratere dell’Emilia”, organizzato dall’assessorato regionale alla Ricostruzione all’Auditorium “A. Moro” di Reggiolo, è stato un momento per ricordare il terremoto del 2012, ripercorrere le tappe della ricostruzione, ma anche per fare il punto sulle prospettive future del cratere. Un appuntamento importante che ha riunito un centinaio di persone, autorità, diversi sindaci del Cratere, l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli, oltre ad amministratori, imprenditori, rappresentanti dei sindacati e dell’associazionismo.

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Ad aprire i lavori è stato il primo cittadino di Reggiolo che ha voluto ricordare che ancora oggi, dopo cinque anni, si sta continuando a lavorare per migliorare il paese.

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Non è facile – ha detto Roberto Angelilavorare tutti i giorni per ricostruire il paese. Lo sanno begli gli amministratori e gli imprenditori che, grazie all’impegno della Regione, hanno creduto nell’opportunità della ricostruzione. Un’opportunità che si è trasformata in un’occasione di rinascita e crescita. Oggi, tra pubblico e privato, a Reggiolo sono ancora aperti 100 cantieri, tantissimi per un comune di 9.500 abitanti. Qui la macchina della ricostruzione ha lavorato a pieno ritmo e il centro storico è rinato. Basti percorrere via Matteotti e pensare che nell’arco degli ultimi sette mesi hanno aperto ben 10 nuove attività commerciali. Oggi, dopo tanti interventi, bisogna puntare sulla riabilitazione dei centri storici per dare una nuova identità ai paesi colpiti dal sisma. C’è da fare un po’ di più”.

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La parola è poi passata al presidente della Provincia Giammaria Manghi che ha voluto evidenziare il lavoro alacre, la frequenza degli appuntamenti inaugurali della ricostruzione a Reggiolo che danno il senso della “reggianità, quel lavoro costante che dà conto di quella che è l’antropologia della società”. “Reggiolo – ha spiegato – è stato il simbolo del terremoto nel Reggiano. Nell’arco di due anni e mezzo di mandato della Provincia sono venuto almeno 15 volte ad accompagnare la progressiva riabilitazione. Questa è una cartolina di fiducia e di speranza. La reattività delle persone di fronte al terremoto ha mostrato che c’è la possibilità di fare un percorso corale nelle difficoltà, che c’è un presente e un domani possibile”.

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Molto vivo il ricordo del sisma dell’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, promotrice dell’appuntamento a Reggiolo. “A cinque anni dalle devastanti scosse del 20 e 29 maggio del 2012 – ha detto – non possiamo che ricordare quegli orologi che hanno fermato il tempo e fissato la nostra incredulità. La nostra impotenza sulla visione delle macerie. Il nostro dolore di fronte alle 28 vittime. La nostra paura per il domani. Scuole, case, fabbriche crollate. Difficile scrollarsi di dosso questa visione di devastazione, i due eventi sismici in piena crisi economica, i 59 i comuni interessati, il milione di abitanti coinvolti. Di fronte alla devastazione, il sistema produttivo nel suo complesso è però riuscito a ripartire grazie alla straordinaria capacità di reazione delle persone, delle istituzioni, dei lavoratori, delle imprese”.

La Costi ha evidenziato quanto sia stato determinanti l’impegno delle imprese a garantire comunque il lavoro alla popolazione e la decisione di non interrompere la capacità produttiva, scelte che hanno permesso di mantenere le comunità del cratere coese. “Sono stati quattro i pilastri, trasformati in azioni concrete, che hanno permesso di reggere al disastro del sisma: un sistema produttivo variegato e robusto, un capitale umano di qualità, una capacità di innovazione seguita al sisma e una struttura istituzionale e di coesione sociale efficace. Oggi, dopo cinque anni di grande dolore, di grande fatica, di grande impegno possiamo dire che la ricostruzione sta virando verso un rilancio per la piena ripresa dell’economia e della socialità delle comunità con segni evidenti sul territorio”.

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Il professor Matteo Vignoli dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha poi introdotto cinque storie di successo del territorio, spiegando quanto la collaborazione sia la spinta innovatrice per il futuro, una capacità straordinaria che si può sviluppare su sfide molto diverse. Le storie portate ad esempio hanno messo in moto questa collaborazione. È arrivata dunque la testimonianza di Antonio Petralia di Eurosets, azienda biomedicale di Medolla (MO), che in pochi giorni dopo le scosse e con gli operai subito al lavoro ha messo in piedi tre tensostrutture di oltre mille mq complessivi per non fermare l’attività produttiva. Massimo Dominici, medico ricercatore dell’Unimore e co-founder di Rigenerand, una start-up che durante il sisma stava muovendo i suoi primi passi, ma che non si è fermata e ha continuato a fare ricerca per sviluppare nuovi farmaci a base di cellule staminali per combattere il cancro. Oggi, a Medolla (MO) dove c’era un edificio crollato sorge l’edificio dell’azienda farmaceutica. Tamara Gualandi di “Donne da sogno”, una maglieria che opera nel distretto di Carpi che ha raccontato la storia di collaborazione tra imprenditori, vere e proprie gare di solidarietà, e come la calamità abbia reso possibile un nuovo modo di interagire delle persone. E anche il reggiolese Fabio Storchi di Comer Industries Spa ha ricordato l’emergenza del terremoto: 7 stabilimenti danneggiati e l’instancabile impegno dei collaboratori che, pur dormendo in tende o roulotte, non hanno mai perso un giorno di lavoro. Ma il sisma non ha fatto che rafforzare l’impegno nella ricerca dell’innovazione. L’architetto Moreno Pivetti ha descritto il paesaggio prima e dopo il sisma mostrando come è stato possibile trasformare “l’incubo in un sogno”: la ricostruzione ha seguito la tradizione del territorio innestando innovazione senza stravolgere l’architettura rurale.

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A chiudere l’evento le parole del sottosegretario De Micheli. “Il mio incarico – ha detto – mi ha dato la possibilità di incontrare la parte migliore del paese che voi rappresentate alla grande. Porterò questa esperienza a Roma. Dovete essere consapevoli che essere bravi è penalizzante. Un po’ per voi lo è stato, perché fin da subito si è vista la capacità di reagire al terremoto e si è concluso: in Emilia Romagna ce la fanno. A giorni torneremo a discutere del terremoto dell’Emilia, sul decreto legge 50 e conto di dare notizie a breve sulle questioni pendenti: zone franche urbane, Imu, centri storici… ci sono questioni da aggiustare”.

Prima del convegno il sottosegretario ha visitato, insieme a una piccola delegazione, lo stabilimento di Comer Industries Spa in via Fermi che oggi occupa 292 persone per vedere, sul campo, quanto la ricostruzione sia stata rapida e con esempi imprenditoriali di grande successo. Il presidente Fabio Storchi e i tecnici di Comer hanno guidato il sottosegretario all’interno dell’azienda illustrando il continuo impegno per migliorare la sicurezza, le competenze e i risultati dell’azienda che per la ricostruzione ha ricevuto circa 9 milioni di contributi.

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