TORRE D’OLIO – PER IL PONTE DI CHIATTE C’È LA SOLUZIONE DEFINITIVA

Il 27 novembre potremmo trovarci di nuovo qui, nell’Ufficio territoriale regionale Val Padana di Mantova e portare contributi di tipo tecnico all’ipotesi progettuale presentata oggi da Aipo, circa l’analisi di fattibilità tecnico-economica della traversa a servizio del ponte di basche sul fiume Oglio, in località Torre d’Oglio. Una volta risolta la questione progettuale, dovremo attivarci per reperire le risorse finanziarie”.

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Sintetizza così l’incontro di oggi l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ha presieduto il tavolo tecnico nella sede della Regione in corso Vittorio Emanuele a Mantova.

Insieme all’assessore Fava erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli con il dirigente Giovanni Urbani, il sindaco di Marcaria Carlo Alberto Malatesta, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Viadana Franco Rossi, il presidente e il direttore del Parco Oglio sud Alessandro Bignotti e Carlo Primo Brambilla, il dirigente dell’area Lombardia dell’Aipo Luigi Mille, il dirigente dell’Utr Val Padana Gianni Petterlini, il responsabile “Dighe e derivazioni Valpadana, Città Metropolitana e Pavia” Fabio Salardi, il responsabile dell’ufficio di Mantova di Aipo Marcello Moretti, il consulente di Aipo Stefano Croci di Etatec Studio Paoletti.

Il tema, come anticipato, lo studio di fattibilità di un sistema di tipo ingegneristico idraulico, chiamato a trovare dunque soluzioni in grado di influire sulla portata dell’acqua e garantire dunque il funzionamento e il transito del ponte di Torre d’Oglio.

GianniFava

In Regione abbiamo già definito il Patto per la Lombardia, deliberando di accogliere la richiesta della Provincia di Mantova di 576.000 euro per l’intervento sulla struttura delle chiatto”, ha anticipato Fava.

Nel corso della riunione è stato presentato il progetto per il ponte, partendo da una dettagliata analisi idrologica dei fiumi Po e Oglio, dalle portate medie a quelle invece in caso di piena e di siccità.

La prima ipotesi, che prevede la realizzazione di tiranti idraulici, una rampa di risalita dei pesci e opere di difesa delle sponde avrebbe un costo complessivo di circa 2,2 milioni di euro, con un tempo di esecuzione di circa un anno.

È una prima ipotesi – ha concluso l’assessore Fava -. Regione Lombardia è disponibile a ragionare sull’opera e a verificare gli aspetti legati alla compartecipazione alle spese. Valuteremo a Palazzo Lombardia in quale capitolo di bilancio inserire i costi dell’intervento. L’importante, però, era definire un punto di partenza e di discussione”.

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