MANTOVA – CASA DEL MANTEGNA: L’ARTE DI SALVATORE FIUME a VENT’ANNI DALLA SCOMPARSA

FIUME A VENT’ANNI DALLA SCOMPARSA è la interessante mostra allestita nelle sale espositive della Casa del Mantogna a Mantova (via Acerbi 47), che rimarrà aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2018 promossa dalla Provincia di Mantova, dalla Fondazione Salvatore Fiume e dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue. L’esposizione è curata da Marzio Dall’Acqua, Renzo Margonari e Vittorio Sgarbi; organizzata da Augusto Agosta Tota.

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Salvatore Fiume nacque a Comiso (RG) il 23 ottobre del 1915; fu un artista poliedrico, spaziando dalla pittura, alla scultura, alla scenografia e alla scrittura. Fin dall’infanzia Fiume si interessò all’ambito artistico e frequentò la scuola d’arte di Comiso; avendo dimostrato una predisposizione notevole a sedici anni vinse una borsa di studio che gli permise di proseguire la sua formazione artistica a Urbino, dove apprese le nozioni storico-artistiche che costituiscono la base di tutta la sua produzione.

Nel 1936 si trasferì a Milano in cerca di lavoro; inizialmente si mantenne come illustratore di libri e giornali, frequentando anche circoli intellettuali nei quali ebbe modo di conoscere numerosi esponenti della storia contemporanea, tra cui il poeta Salvatore Quasimodo. Nel 1938 iniziò la sua attività di grafico presso la Olivetti per poi abbandonare questo lavoro nel 1946 per dedicarsi interamente all’arte, con il totale appoggio della moglie Ines Gualazzi.

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Nell’ambito pittorico esordì nel 1946 con il ciclo “Città e isole di statue” – un perfetto esempio di compenetrazione tra la prospettiva rinascimentale e l’arte metafisica – che gli valse la stima della comunità intellettuale ma non riscosse lo stesso successo presso i galleristi milanesi. Fu questa prima difficoltà che rafforzò in lui la consapevolezza di non potersi limitare a un solo genere né a un’unica impronta stilistica. Inventò quindi un alter ego, “Francisco Queyo”, fantomatico artista spagnolo e con questo pseudonimo realizzò opere ispirate alla pittura di Goya; questo stratagemma gli valse la notorietà presso le istituzioni e il mondo imprenditoriale.

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Dalla fine degli anni ’50 fino agli anni ’70 Fiume compì numerosi viaggi in giro per il mondo, in Europa, in Africa e in Asia, dai quali trasse ispirazione per affrontare sempre nuovi temi con stili diversi. Un esempio di questa ricerca stilistica è il “Ciclo Beat” (1966-68), nato in seguito a un viaggio a Londra e incentrato sui simboli culturali degli anni ’60.

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La sua carriera si concluse con il “Ciclo delle ipotesi” (1983-92), che rappresenta un riassunto totale della storia dell’arte dal Rinascimento al ‘900, alla ricerca dell’eternità artistica. L’arte di Fiume è profondamente storica: cita artisti del passato come Raffaello e De Chirico combinandoli con temi ricorrenti della sua produzione, come il toro e lo studio della figura femminile.

Salvatore Fiume muore nel 1997 a Milano, lasciando una grande eredità al mondo artistico.

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La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.30

Biglietti: € 8,00 intero e € 6,00 ridotto – La cassa chiude un’ora prima.

Per informazioni: tel. 0376 360506  —  mail: arteamantova@libero.it

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