MANTOVA – PALAZZO TE #INTAVOLA: oltre duecento scatti tra nature morte, stilllife di piatti tipici e spaccati dei luoghi di produzione alimentare e di vecchie cascine

Le cose sono quel che sembrano; talvolta però, regalano qualcosa in più, a seconda di come le si guarda e di come si restituisce lo sguardo in immagine. Nella storia dell’arte i frutti – il melograno, la mela, il limone – esprimono un alto valore simbolico, non sono casuali. Esistono come oggetti della natura e come narratori di segreti. Non leggo una grande discontinuità tra questa tradizione e le immagini proposte dai giovani di Mantova che hanno partecipato al workshop.”

Con queste parole la fotografa Melina Mulas ha descritto il laboratorio fotografico che ha coinvolto diversi istituti del territorio mantovano per ragionare assieme attorno al tema dell’alimentazione e del lavoro legato al cibo.

Fino al 29 aprile 2018 i Tinelli di Palazzo Te ospiteranno una raccolta di fotografie, realizzate dai giovani e creativi alunni, volte a sottolineare una ricerca compiuta sul cibo come gesto quotidiano, a partire dagli spazi, dall’estetica, dai saperi e sapori che ruotano attorno all’universo gastronomico.

Piatti Mandala #INTAVOLA (7).jpg

La mostra #INTAVOLA, a cura di Melina Mulas con Francesca Vischi e Gianmaria Pontiroli, presenta al pubblico una selezione di oltre duecento scatti tra nature morte, stilllife di piatti tipici e spaccati dei luoghi di produzione alimentare e di vecchie cascine. Affiora un racconto al tempo stesso visionario e fortemente realistico dei gesti e dei significati, delle connotazioni e dei rituali connessi al cibo e a una
tradizione culinaria di alto valore, qualitativo e storico, come quella della città di Mantova.

Gli istituti che sono stati coinvolti dal progetto sono stati il Liceo Scientifico Belfiore, il Liceo Artistico Giulio Romano, il Liceo delle Scienze Umane Isabella d’Este e l’Istituto Tecnico Carlo D’Arco.

Voglio esprimere la mia gratitudine al lavoro svolto dai ragazzi – ha raccontato la fotografa Mulas – al modo con cui hanno convinto i loro nonni e genitori a cucinare e presentare piatti della tradizione delle loro famiglie che include ma anche va oltre la rappresentazione stereotipata del territorio. Sono stati generosi e ci hanno raccontato come il cibo, i luoghi della sua produzione, i frutti che lo rappresentano, sono elementi viventi, parte di una esperienza che si può fare anche immagine, forma, estetica, narrazione e creatività.

(Mendes Biondo)

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.