CERESARA – FONDAZIONE PELATI-BONOLDI ospita la mostra d’arte “LA STAGIONE DEI GRANDI MAESTRI”

Ancora una volta gli studenti del Liceo Artistico “Giulio Romano” sono stati chiamati ad allestire un’interessante mostra dal titolo “LA STAGIONE DEI GRANDI MAESTRI“, opere di grandi maestri del ‘900 del collezionista Elvio Savazzi.

maestri mantovani.jpg

L’esposizione è ospitata nella sede della Fondazione Pelati-Bonoldi di Ceresara, dal 30 settembre al 20 ottobre 2018. L’inaugurazione è programmata per sabato 29 settembre alle ore 17.00.

La mostra è stata patrocinata dal Comune di Ceresara, dal Liceo Artistico “G.Romano” di Mantova, dal Consorzio “Terra di Ciliegiee rimarrà aperta al pubblico fino al 20 ottobre 2018 dalle ore 10-12 e 15,30-18,30 presso la Fondazione “Pelati-Bonoldi, via Roma 6.

(GB)

nodari ceresara.jpg

La collezione dei Savazzi, famiglia di fini collezionisti di Curtatone, è stata costruita nel tempo con pazienza, passione e grande competenza in particolare dal padre Elvio. All’interno di essa è stata individuata una variegata serie di quadri, disegni, sculture, incisioni di Maestri mantovani attivi tra fine ‘800 ed inizi ‘900, proposti in una accattivante veste espositiva al fine di valorizzarli ed approfondire gli spunti di ricerca su quella feconda stagione, abbondante di talenti e di rapporti con le più significative correnti e personalità artistiche dell’epoca.

Lo scavo iconografico e documentario nella Collezione “Savazzi” ha portato alla luce lavori che allestiscono densi atti della scena creativa mantovana, interpretati per primo da Domenico Nodari Pesenti, seguito dalla generazione di Vindizio, Bresciani, Guindani, Lomini, Semeghini, Moretti Foggia, Facciotto, Cavicchini, Del Bon, Resmi. L’interesse per i soggetti naturalistici e figurativi, per i  ritratti e per i paesaggi (a volte anche esotici), per le dolcezze intimistiche ed, in misura minore, per le tensioni patriottiche e sociali ispira anche la schiera successiva dei Celada, Giorgi, Gorni, Zanfrognini, Marini, Dal Prato, Seguri, Baldassari. Un originale ritratto a matita ed eleganti fiori gialli ad olio di Maddalena Nene Nodari documentano la produzione dell’unica presenza femminile.

 Gli anni ’20 del Novecento segnano il termine cronologico entro cui si chiude la mostra, secondo una scelta sempre un po’ arbitraria come tutte le partizioni in cui si voglia delimitare il fenomeno artistico, ma motivata da esigenze di coesione produttiva e di affinamento della riflessione.

 Il puntuale confronto tra le opere esposte consente, dunque, di richiamare un costante e consapevole aggiornamento sulle novità tecniche e tematiche via via affermatesi in Italia ed in Europa, dalle suggestioni puntino-divisioniste al classicismo rivisitato del “Ritorno all’ordine” fino a respirare atmosfere chiariste,  calate nella narrazione appassionata delle persone e dei luoghi cari al momento contingente o alla memoria della propria terra o ad un tempo immaginato nel vissuto.                               

Paolo Ceriani

 

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.