CASALOLDO – “AL PRIMO CANTO DEL GALLO”: il mistero che si trova dietro ad una piccola lapide, raccontato nel libro di GIAN AGAZZI

agazzi GALLOCon il suo “Al primo canto del galloGian Agazzi cerca di far rivivere la comunità di Casaloldo di cinque secoli fa, di risolvere il mistero che si cela dietro quella piccola lapide – la sola certa vestigia del primo tempio di Casaloldo, sul quale venne poi edificata l’attuale chiesa maggiore – e di riflettere sull’importanza delle parole, sulla scorta delle parole di quel saggio filologo.

Il libro di Agazzi è stato proposto in anteprima lo scorso settembre all’auditorium di Asola davanti a 800 studenti dell’Istituto “Falcone” nell’ambito della settimana dedicata alla lettura. La sua presentazione a Casaloldo rientra nel programma della tradizionale sagra di ottobre ed avrà luogo presso il Teatro S.O.M.S. di Casaloldodomenica 25 novembre, a un anno di distanza dalla morte di Amelia Rodella – l’unica donna nella storia di Casaloldo ad avere superato i 107 anni di vita -, alla cui memoria il libro è dedicato.

La presentazione del libro sarà accompagnata dal contributo musicale di Emanuele Rastelli e dalla voce di Rosa Marfella.

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La decifrazione di un’antica lapide murata nel 1572 in una cappella della chiesa maggiore di Casaloldo riporta alla luce due storie d’amore e di morte avvenute tra l’inizio e la fine del Rinascimento nel piccolo paese bagnato dal Tartaro.

Chi era quell’Agostino Beffa Negrini in onore del quale la lapide in questione fu scolpita? Perché vi si trova rappresentato alla base un gallo ritto su di un libro?

La risposta a queste domande si cela tra le righe della relazione scritta dal cancelliere del Vescovo di Brescia al termine della prima visita pastorale compiuta a Casaloldo dopo la fine del Concilio di Trento.

Le vicende di Gian Giacomo, un giovane curato che sfida le retrive convenzioni del tempo, il dramma di una vedova accusata di stregoneria e i tentativi di un saggio e malinconico filologo di porre fine ad una vecchia faida tra nobili famiglie che insanguina la comunità casaloldese si intrecciano col racconto di una contrastata storia d’amore tra un famoso capitano di ventura e una giovane donna che alcuni autentici documenti del tempo sostengono essere divenuta una santa, storia che trova il suo tragico epilogo proprio tra le mura di Casaloldo.

Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla parrocchia di Casaloldo per contribuire alla copertura delle spese sostenute per la ristrutturazione della chiesa maggiore, in onore del filologo Agostino e del curato Gian Giacomo.

 

 

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