MANTOVA – “LA RICERCA e L’INCATO”. ANTOLOGICA DI RODOLFO STRANIERI ALLA CASA DEL MANTEGNA

di Mendes Biondo

Si inaugurerà ufficialmente domani, venerdì 23 novembre, alle ore 17.00 la mostra dedicata al fotografo, pittore e scultore Rodolfo Stranieri all’interno della Casa del Mantegna. Il percorso espositivo, che consta di 180 scatti originali stampati direttamente dall’artista, è stato realizzato in occasione della celebrazione dei 30 anni della scomparsa dello Stranieri e dei 20 anni di vita della Biblioteca Gino Baratta alla quale sono andate in dono dalla famiglia, le opere del padre.

Rodolfo Stranieri è una delle firme della fotografia contemporanea che sono rimaste nascoste al grande pubblico per molto tempo. A sentire quanto affermano i critici, la motivazione è sempre stata la mancanza di voglia di fare il grande salto, di mollare la città di Mantova per approdare nelle vere capitali dell’arte e della cultura. Rodolfo Stranieri era un’artista “timido” come lo hanno definito i propri figli, una persona riservata eppure profonda che ha dimostrato di aver digerito perfettamente tutte le lezioni che vanno dal secondo Futurismo, al Realismo passando per un erotismo di maniera che, al contrario delle altre opere con soggetti da reportage, non spicca quanto dovrebbe.

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Lo slancio maggiore Rodolfo Stranieri lo trova nella sperimentazione continua del mezzo, nella ricerca del limite della macchina fotografica, andando a sondare quelli che sono i confini dell’uso del bianco e nero così come il rapporto ora conflittuale ora pittorico con la pellicola a colori.

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Era anche pittore e scultore, e non sono mancati esempi interessanti di sperimentazione con la cinepresa anche se tutti questi materiali sono stati per lungo tempo inghiottiti dalle nebbie di una città di provincia che non lo ha mai visto mettere le ali verso una maggiore crescita artistica e sperimentale.

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L’ambiente dove è cresciuto è stato quello della cultura mantovana degli anni che vanno dai 30 ai 60 dove era difficile far passare la fotografia come mezzo artistico, figuriamoci tipologie di sperimentazioni che esulassero da un mero figurativo come ancora oggi si vedono quadri appesi per gallerie e musei.

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Nella fotografia di Rodolfo Stranieri il tentativo di fuggire dalla piccolezza quotidiana della provincia si trova in scatti che vengono realizzati nella sua tanto amata montagna, dove lui si sente protagonista e dove costruisce perfettamente gli scatti con dovizia estetica e geometrica.

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Di professione radiologo, Stranieri ha messo la lastra della realtà contro gli occhi dello spettatore e ha trovato lo stimolo per lanciarsi in maggiori sperimentazioni negli scatti che collezionava durante i viaggi esotici o in occasioni esterne a Mantova.

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Non mancano ritratti femminili dedicati alle donne mantovane, complessi e ricercati, che però rimangono sempre delicati così come nel caso dei nudi, non riecheggiano un erotismo gravido ma restano sulla citazione dell’eburneo candore classico.

(foto AMB)

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