MANTOVA – ROLFI “MANTOVA AI LOMBARDI”. PERPLESSO BOSCHETTI “NOI TERRITORIO DI CONFINE”

MARCO BOSCHETTIGli agriturismi sono i detentori delle tradizioni contadine”.

Riunione molto partecipata ieri sera al Consorzio agrituristico mantovano per discutere sui cambiamenti della legge regionale che prevede in sintesi un innalzamento della percentuale di prodotti aziendali dal 30% al 50% e un calo dal 30% al 20% di prodotti acquistati non da aziende agricole.

Da parte nostra non c’è un’opposizione pregiudizievole verso alle modifiche – dice Marco Boschetti, direttore del Consorzio Agrituristico Mantovanone abbiamo discusso con le aziende e andremo a fare delle contro proposte, per andare incontro alle richieste dell’assessore certo, ma anche per affrontare questi cambiamenti in modo equilibrato, voglio ricordare che dietro a queste percentuali ci sono storie di vita, famiglie, scelte aziendali.Il nostro comparto ha sempre valorizzato il prodotto locale e vogliamo continuare a farlo migliorando sempre di più l’offerta, ma crediamo che la proposta della Regione non consideri appieno il ruolo che l’agriturismo ha svolto in questi 30 anni per lo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura, per il recupero dei fabbricati agricoli, è stato ed è il volano per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. In questi anni molte aziende hanno optato per la vendita diretta, si è venuto a creare un legame stretto tra aziende agricole e agriturismo e questa sinergia ha fatto nascere opportunità importanti, oltre a consolidare l’economia locale e fare proposte non commerciali“.

L’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi dice: ”Agriturismi lombardi uguale prodotti lombardi”, ma Mantova è una città lombarda di confine e non è così semplice.

CONSORZIO AGRT. MANTOVANO.jpg

C’è preoccupazione per questa proposta – prosegue Boschetti – ritengo che acquistare solo lombardo in una provincia come la nostra, di confine appunto, non abbia molto senso e lo ha ancora meno se pensiamo che in Parlamento è appena stata approvata la legge che considera “locale” un prodotto che non proviene da una distanza superiore ai 70 km. È in contraddizione con la proposta regionale, noi nel mantovano abbiamo più vicine province di altre regioni, rispetto a certi territori lombardi”.

Apprezziamo – conclude Boschetti – la proposta dell’assessore di “differenziare l’offerta per migliorare l’attrattività” siamo perfettamente d’accordo che anche l’azienda agrituristica debba ampliare i servizi per andare incontro alle esigenze della società, ben vengano quindi: gli agri asilo, agri fitness, che in molti casi sono già attivi, ma bisogna ampliare gli spazi delle attività culturali e ricreative, dando loro più autonomia, mettere in campo nuove attività come l’assistenza agli anziani, il rimessaggio, la possibilità portare professionalità al di fuori della corte agricola, facendo ad esempio street food con i prodotti dell’azienda. Non è una novità, è una richiesta in continuità con la legge 730 del 1985, da allora gli agriturismi sono sempre cresciuti, conquistando nuovi spazi e garantendo un numero sempre maggiore di servizi qualificando sempre di più l’offerta ed è quello che si vuole continuare a fare”.

 Cosa ne pensano le aziende

“Sono d’accordo che ci debba essere una variazione delle percentuali – dice Maria Grazia Maestri dell’Agriturismo dell’Ibisco di Correggio Micheli – ma non così drastica come di viene proposta. Una piccola variazione va benissimo, ma è fondamentale che venga valorizzato il prodotto locale e che si possa valorizzare la percentuale di prodotti da altre aziende agricole, lasciandoci un po’ di spazio per gli acquisti liberi. Se poi guardiamo al “solo lombardo” sarebbe meglio che ci facessero sconfinare di 20-30 km anche in altre regioni vicine.

Dello stesso avviso Giuliano Annibaletti, dell’Agriturismo Eliodoro di Roverbella: “un passaggio dal 30% al 50% è un salto molto impegnativo soprattutto per le piccole aziende che non hanno alle spalle un allevamento e magari hanno prodotti di nicchia come miele o ortofruttta, è una variazione che può mettere in difficoltà queste aziende.

Anche il caso delle percentuali dei prodotti locali che si possono acquistare da altre aziende, adesso è al 40%, ma con la nuova legge scenderebbe, secondo me invece andrebbe valorizzato perché comunque si va sempre a promuove prodotti locali di aziende limitrofe che sono agricole a tutti gli effetti”.

Variazione delle percentuali per qualificare sempre di più l’offerta, possibilità di ampliare i servizi da offrire in azienda, più elasticità nell’erogazione di certi servizi, e prodotti locali non solo lombardi, ma da regioni vicine: questi in sintesi le contro proposte che le aziende agrituristiche faranno all’assessore regionale Rolfi.

I numeri dell’agriturismo: Italia(fonte: Istat)

2014= 21.744 (+4,10% rispetto al 2013)

2015= 22.238 (+2,30% rispetto al 2014)

2016= 22.661 (+1,90% rispetto al 2015)

2017= 23.406 (+3,30% rispetto al 2016)

I numeri dell’agriturismo: in Lombardia (fonte: regione Lombardia)

  • Bergamo 170
  • Brescia 348
  • Como 166
  • Cremona 72
  • Lecco 79
  • Lodi 33
  • Mantova 236
  • Milano 133
  • Monza e Brianza 16
  • Pavia 224
  • Sondrio 121
  • Varese 90

TOTALE Lombardia 1688

CONSORZIO AGRITURISTICO MANTOVANO.jpg

A Mantova sono tre anni che il saldo è 236, non perché il settore sia in crisi, ma perché è cresciuto molto precedentemente.

Dal 1985 per 30 anni, la crescita è stata costante intorno al 2% – ricorda Marco Boschetti direttore del Consorzio agrituristico mantovanoè fisiologico che ci sia una battuta d’arresto, se poi ci mettiamo il calo dei contributi per la promozione da parte degli enti, l’aumento esponenziale dei tributi che hanno fatto lievitare i costi di gestione e l’abusivismo di alcuni settori che hanno agevolazioni e esenzioni che il settore agrituristico non ha, il conti sono presto fatti”.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.