SERGIO ALDRIGHI CONFERMATO PRESIDENTE DEL CENACOLO DIALETTALE “AL FOGOLER”

MANTOVA – Dopo i festeggiamenti dedicati al prestigioso traguardo del 45° della sua costituzione, il Cenacolo Dialettale Mantovano “Al Fogolèr” ha provveduto nei giorni scorsi a rinnovare il proprio gruppo dirigente.

Consiglio direttivo del Fogolèr per il triennio 2019-2021.JPGAl termine dell’assise tenutasi nella sede di Pietolo di BorgoVirgilio (Mantova) e nella quale è stato fatto anche il punto del lavoro compiuto sino ad ora, gli oltre quaranta soci hanno riconfermato la fiducia a Sergio Aldrighi quale presidente.

Inoltre hanno provveduto alla nomina anche dei suoi primi collaboratori ovvero i componenti del direttivo. Per il triennio 2019/2021 a dirigere le sorti del cenacolo, unitamente a Sergio Aldrighi, saranno: Claudio Quarenghi, vice presidente, Daniela Saccani, segretaria, Wainer Mazza, consigliere e Luigi Benfatti, revisore dei conti.

Un gruppo composto da personaggi esperti e soprattutto stimolati da una forte dose di passione e di entusiasmo che sulla base degli stimoli derivanti dai progetti posti in cantiere, daranno un ulteriore impulso alla promozione e valorizzazione della tipica parlata locale.

Il dialetto mantovano per la sua struttura e le sue caratteristiche a pieno titolo può essere considerato una lingua. Una lingua territoriale sia ben chiaro! Pur sempre una lingua, però, che trova estimatori anche nelle nuove generazioni come pure tra le persone di altri territori e culture.

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Non a caso il paziente lavoro svolto in questi decenni dai poeti, autori, interpreti e studiosi del “Fogolèr” ha fatto si che, in una stagione in cui i confini sono praticamente spariti, il vernacolo abbia comunque trovato un proprio ruolo per favorire la contaminazione delle più disparate esperienze.

La sua genuinità, la sua immediatezza e la sua familiare sonorità riescono a mettere a proprio agio la persona anche quando questa si trova dinanzi a coloro che hanno poca dimestichezza con il dialetto. Il dialetto mantovano conferma anche di avere una forza interiore non indifferente soprattutto quando viene proposto su un palcoscenico grazie alle commedie brillanti che raccontano quella quotidianità fatta di ironia ed amarezza che molto spesso si fatica a testimoniare utilizzando l’italiano.

Sergio Aldrighi e si suoi collaboratori sono pronti, quindi, a proseguire sulla strada tracciata accettando anche le sfide proposte dai cambiamenti culturali e sociali che sono in atto.

Paolo Biondo

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