MANTOVA – IL SUGOLO PROTAGONISTA AL MERCATO CONTADINO, SABATO 14 SETTEMBRE

sugoloMattina dedicata all’uva e al sugolo al mercato contadino di Borgochiesanuova. L’appuntamento è sabato 14 settembre dalle 8 alle 13, nel gazebo dell’infopoint (il primo entrando nella piazza del mercato) ci sarà l’azienda agricola Tondelli con degustazione e vendita di sugolo. I più piccoli potranno sgranare gli acini d’uva, mentre dalle 10.30 in poi, per chi fosse interessato a vedere come si prepara il sugolo, ci si sposterà nella cucina del consorzio, dove Paola Tondelli farà vedere passo passo come si fa il sugolo in modo da poterlo rifare anche a casa propria.

Per l’occasione durante la mattinata in degustazione anche il vino della Cantina di Gualtieri fatto con l’uva fogarina.

[…]Oh com’è bella l’uva fogarina
oh com’è bello saperla vendemmiar
a far l’amor con la mia ohi bella
a far l’amore in mezzo al prà.

Filar no la vol filar
cusir non lo sa far
il sol de la campagna
il sol de la campagna […]

Ad allietare la mattinata la musica de “I musicanti d’la Basa” con canti popolari tra i quali, ovviamente, “l’uva fogarina” e molti altri.

Ma cos’è l’uva fogarina?

L’uva fogarina è un vitigno storico dell’Emilia Romagna noto soprattutto per la canzone del folklore italiano. Fino al 1930 era molto diffuso nelle zone di Gualtieri, Boretto e Bresciello, dove il vitigno raggiungeva anche l’80%, poi piano piano la tradizione di questo vitigno si è un po persa.

La denominazione Fogarina ha una provenienza piuttosto incerta, dal momento che è circondata da diverse leggende.  La prima leggenda sostiene che il nome Fogarina deriva dalla caratteristica dell’uva, di riuscire ad accendere in modo intenso e predominante nei tagli con vini diversi; la seconda leggenda, invece, fa derivare il termine Fogarina dal suo fantomatico arrivo nelle zone reggiane in seguito ad una piena del Po che, trascinando con la sua furia piante e semi, creò un boschetto di ridotte dimensioni che venne proprio battezzato Folgarin.

Testimonianze relative all’uva Fogarina si ritroverebbero, però, addirittura in uno scritto di Virgilio, probabilmente per via del fatto che, a quei tempi, l’uva Fogarina si trovava come Vitis Lambrusca nella zona di Reggio Emilia.

Da questo vitigno si ricava l’omonimo vino dal colore rosso violaceo e dal sapore molto fruttato e con bassa gradazione alcolica.

All’olfatto, questo vino dimostra delle tipicità floreali e speziate, ma esprimendo anche degli intensi aromi di ribes e ciliegi, ben accompagnati da toni caramellati e da qualche aroma vegetale, come ad esempio i peperoni. Al gusto, il vino Fogarina si caratterizza per essere piuttosto ricco, con una struttura media ed una buona persistenza che arriva fino ai sette secondi; acidità e astringenza sono ad un livello medio.

Essendo una varietà a maturazione tardiva la sua vendemmia coincide con la fine del lavoro e con l’inizio delle feste.

Musicanti dla Basa 2I musicanti d’la basa sono un gruppo di San Benedetto Po che si occupa di musica popolare da ballo del periodo che va dalle metà del 1800 agli anni ‘40-‘50 del novecento.

Ricercano la musica tradizionale delle nostre terre che arrivano dagli anziani suonatori e dagli eredi di chi non c’è più; associata ai canti popolari da osteria e alle canzonette del dopoguerra.

Vengono riproposte le atmosfere musicali che caratterizzano tutte le feste anche improvvisate che venivano organizzate in campagna al termine dei lavori pesanti.

I musicanti ripropongono le musiche dei balli che si tenevano sull’aia, che si facevano al termine della trebbiatura e della vendemmia e che coinvolgevano anche il pubblico.

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