GASOLIO AGRICOLO A RISCHIO CAOS. CONFAI LOMBARDIA SCRIVE ALLA REGIONE

MANTOVABurocrazia opprimente, dove gli adempimenti digitali non hanno soppiantato quelli cartacei; anzi, spesso hanno creato più disservizio alle imprese.

Confai, l’associazione di riferimento delle imprese agromeccaniche, ha scritto all’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, per denunciare il malfunzionamento del programma Sisco, col conseguente rallentamento delle richieste di assegnazione dei buoni carburante per l’agricoltura.

Lo dice il coordinatore di Confai Lombardia, Sandro Cappellini, sottolineando in una articolata lettera inviata al responsabile dell’agricoltura lombarda le difficoltà di una procedura complessa, “aggravata da un costante e perdurante malfunzionamento del sistema informatico della Regione, soggetto a interruzioni che costringono le imprese a rivedere quanto inserito e/o a reinserire i dati alla ripresa del funzionamento, con la conseguenza che le aziende si trovano in serie difficoltà in merito all’approvvigionamento del carburante agricolo a campagna iniziata”.

Confai Lombardia chiede all’assessorato all’Agricoltura di intervenire prontamente e di “contemplare la possibilità di concedere un anticipo sull’assegnazione del carburante, senza presentazione di documentazione, per poi procedere successivamente alla giustificazione secondo le procedure ufficiali”.

Ma purtroppo questo non è l’unico nuovo problema che le imprese agromeccaniche e agricole devono affrontare, evidenzia Cappellini, che è anche vicepresidente nazionale della Confederazione Agromeccanici.

Resta anche il nodo delle registrazioni di carico e scarico del carburante agricolo, che entrerà in vigore dal prossimo 1° aprile e che prevede che, da tale data, appunto, gli esercenti di depositi per uso privato, agricolo ed industriale di capacità superiore a 10 metri cubi e non superiore a 25 metri cubi dovranno dotarsi di licenza fiscale e di registro di carico e scarico.

Manca purtroppo da parte delle istituzioni una visione generale del settore agricolo e nemmeno si conosce la basilare attività delle imprese e di come questa cambierà in attuazione dei propositi di salvaguardia ambientale”, commenta Cappellini.

Una delegazione di Cai ne ha parlato all’ultima Fieragricola di Verona lo scorso gennaio, con il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate. “Anziché agevolare l’attività delle imprese in un settore che per l’emergenza climatica necessita di tempestività, si complica la burocrazia con provvedimenti inutili e dispendiosi in termini di tempo e di risorse. Sarebbe necessaria una scossa, affinché l’agricoltura del futuro possa essere sostenibile e incrementare le produzioni, mantenendo qualità e sicurezza alimentare”.

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