CORONAVIRUS, ARRIVA IL PROTOCOLLO PER I LAVORATORI. CORTESI: «SERVE DOCUMENTO AD HOC PER IL PRIMARIO»

È stato siglato questa mattina, tra il Governo e le parti sociali, il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, atto fondamentale per garantire la continuità produttiva in numerosi settori.

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Il settore agricolo però, viste le sue specifiche peculiarità, rischia di non venire toccato da queste linee guida: «In seguito al Dpcm dell’11 marzo scorso – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesil’attività produttiva può proseguire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione. Tutto questo è sacrosanto, e come Confagricoltura sin da subito abbiamo insistito affinché il Governo provvedesse a redigere un protocollo. Dobbiamo sottolineare però come l’agroalimentare, per le caratteristiche dei suoi processi produttivi, non può essere equiparato ad una qualsiasi altra attività produttiva. È necessario che il Governo provveda quanto prima a stilare un protocollo dedicato».

L’urgenza è dettata dal fatto che «il nostro settore non può infatti fermarsi, e in un momento come questo ha l’importantissima responsabilità di mantenere adeguati livelli di produzione per garantire l’approvvigionamento della filiera agroalimentare».

Il protocollo prevede obblighi di informazione circa le decisioni delle autorità, di organizzazione delle modalità di ingresso in azienda dei dipendenti e dei fornitori esterni, di pulizia e sanificazione dell’azienda stessa, di adozione di dispositivi di protezione individuale (quali guanti, occhiali, mascherine) e molto altro, come la turnazione del personale, il divieto di riunioni e la gestione di una persona sintomatica all’interno dell’azienda: «Siamo perfettamente consapevoli – prosegue Cortesi – di come il rispetto di queste norme possa creare difficoltà all’interno delle nostre imprese, ed è per questo che chiediamo norme “ad hoc” per il settore primario. Ad oggi stiamo assistendo ai primi problemi per quanto riguarda la filiera lattiero-casearia, e stiamo lavorando senza sosta per garantire agli allevamenti sostegno e aiuto in questi momenti di crisi mai affrontati prima». In chiusura «un doveroso ringraziamento a tutti i nostri imprenditori. Fin da quando è scoppiata questa emergenza non hanno mai smesso di lavorare, per garantire cibo sicuro e di qualità. A tutti loro va il nostro immenso grazie, ma tutti hanno diritto a norme che tutelino interamente la loro sicurezza».

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