WAINER MAZZA, L’ECLETTICO ARTISTA FESTEGGIA 45 ANNI DI ATTIVITÀ

Mantova, 8 maggio – “Sì, sono io il Cantastorie di Motteggiana. Sono io che girando le piazze, le strade e i palcoscenici del mantovano e del Paese da 45 anni racconto una quotidianità ricca di storia, di cultura popolare, di tradizione, di fascino e di genuinità”.

Mutuando un fortunato programma televisivo di Raiuno, “I soliti ignoti”, potrebbe essere questa la frase pronunciata dall’ignoto chiamato al centro della scena nel momento di scoprire le proprie carte.

And onor del vero parlare di ignoto quando si è al cospetto di Wainer Mazza è qualcosa di poco credibile visto che proprio quest’anno il poliedrico artista mantovano pone in bacheca un traguardo che pochi posso vantare.

Egli, infatti, festeggia i suoi primi 45 anni di attività sotto i riflettori; riflettori che hanno esaltato il talento di un personaggio che ha fatto della simpatia e della spontaneità le sue armi migliori.

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Festa in Pieseta, un giovane Wainer Mazza tra gli artisti mantovani

Stimolato da una forte passione per tutto ciò che è popolare, dalla tradizione alla cultura, dal’arte alla tipica lingua locale ha saputo conquistare l’attenzione del persone e soprattutto creare con esse un feeling che ancora oggi è fonte di entusiasmo e di energia.

Nel suo cammino si è diviso tra il lavoro in fabbrica e gli spettacoli di strada o i sui palcoscenici, in entrambe i contesti ha puntato tutto sulla professionalità, l’esperienza e sull’immediatezza nell’interagire con chi gli era al fianco.

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Festa in Piaseta, Wainer Mazza tra alcuni artisti mantovani

La scelta di rivestire un ruolo, quello del cantastorie, non facile in ambito artistico, ma assai apprezzato dalle persone perché lo considerano “uno di loro” è la testimonianza concreta della sua voglia di accettare anche le sfide più impegnative.

Questo, però, non gli ha impedito di affrontare anche altri percorsi quelli che portavano alla fama nazionale.

A tale proposito vale la pena ricordare la sua avventura negli anni settanta ad una delle manifestazioni più seguite dagli appassionati delle sette note ovvero “Castrocaro”.

L’esperienza è stata certamente positiva, ma gli è servita per comprendere che il suo modo di essere tra la gente non era quella bensì sulle piazze o nelle strade dove il contatto era più genuino, più caloroso anche quando la persona ti passa al fianco e sembra essere indifferente al tuo ruolo di testimone di una musica vera e verace.

Wainer Mazza è un personaggio poliedrico si è detto nelle righe iniziali e a conferma di ciò eccolo differenziare le sue esperienze. Compreso che non solo il pentagramma gli era amico ha dato fiato alla propria fantasia cimentandosi sia sul versante poetico, in dialetto ed in lingua, e sia su quello letterario, più d’una infatti sono le sue pubblicazione.

Il mosaico che racconta quasi mezzo secolo di vita trascorsa “al centro dell’attenzione” si completa con i tasselli legati alla sua passione per il collezionismo, in particolare i tappi delle bottiglie con i quali ha realizzato anche un’installazione, e alla sua disponibilità a collaborare con altri artisti.

Non a caso è promotore in questi anni di numerose iniziative dove lui si prodiga per dare la giusta visibilità anche ad altri personaggi che come lui intendono salvaguardare tutto ciò che può rientrare nella sfera del “popolare”.

Le pagine della sua storia non sono certo giunte al capitolo conclusivo, anzi tutt’altro. Solo un “leone del palcoscenico” poteva ideare un progetto che lo sta impegnando da qualche mese.

Wainerino e la sua casa

Affidare ad un figlio virtuale, Wainerino, un pupazzo di stoffa che gli era stato regalato alcuni anni fa, il compito di affiancarlo nelle sue esibizioni per rafforzare il desiderio di continuare a promuovere il suo credo artistico.

Alla sua “creatura” non ha dato solo un nome e le medesime capacità di stare sulla scena, ma ha pure realizzato una serie di contesti con i quali ripercorre le tappe più significative della carriera del “papà”.

Come non bastasse ha realizzato pure un libro all’interno del quale il dialogo tra i due assume una forza di coinvolgimento incredibile.

Insomma saranno anche 45 anni di vita da protagonista, ma quel che lascia intendere Wainer Mazza è che non esiste la pace dei sensi se al proprio interno un artista sente ancora la capacità di raccontare la quotidianità senza cadere nel retorico e con i “tempi” dei giorni nostri.

Paolo Biondo

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