I CAPITELLI DI SANT’ANDREA: MUSEO DI SAN SEBASTIANO INCONTRO CON MASSIMO BULGARELLI

I capitelli delle paraste minori sulla facciata della chiesa di Sant’Andrea sono fra i pezzi di scultura decorativa più sofisticati e affascinanti della Mantova del Quattrocento. La loro analisi, tramite una ricerca sui modelli e sulle relazioni con altri apparati dipinti e scolpiti, permette di ricostruire cultura e intenzioni di chi ne ha messo a punto le forme, e di formulare qualche ipotesi sulla sua identità.

L’aspetto esterno del pronao della concattedrale mantovana per quanto non sia mutato fondamentalmente nelle forme, si presenta oggi molto differente dall’origine. La facciata e il vestibolo dell’Alberti erano infatti caratterizzati da un aspetto cromatico dominato dall’utilizzo di materiali come il cotto, il cocciopesto e da un apparato decorativo pittorico dove il colore era largamente impiegato e che contava interventi nell’ambito della scuola del Mantegna e affreschi attribuiti al giovane Correggio.

L’aspetto attuale è frutto di una reinterpretazione in chiave neoclassica di quello che era l’apparato decorativo quattrocentesco, realizzato in occasione dei restauri diretti dall’imperial regio ingegnere Paolo Pianzola negli anni ’30 dell’800. In quest’epoca l’apparato decorativo e strutturale del pronao si trovano in cattive condizioni, viene dunque previsto un rifacimento di tutti gli elementi decorativi con materiali più “solidi e durevoli”, dunque le fasce decorative vengono sostituite con sagome rilevate in stucco forte, i capitelli e i basamenti in cotto e gli elementi in marmo scuro vengono sostituiti con copie in marmo bianco, vengono rifatte le cornici in cotto, gli intonaci vengono raschiati e completamente rifatti , gli affreschi vengono strappati e sostituiti con delle copie.

Infine, tutte le superfici vengono rifinite con un colore di stucco in modo da rendere l’intero apparato uniforme, andando dunque a perdere interamente la policromia originale.

In una veduta di Mantova del XVII secolo conservata a Berlino (immagine allegata) è ancora possibile percepire l’originario aspetto della facciata dove sono rappresentati i capitelli originali ora conservati al Museo di San Sebastiano.

I capitelli in pietra calcarea si presentano danneggiati e lacunosi ma rappresentato un unicum nel panorama architettonico dell’epoca per il trattamento delle volute e per la presenza delle maschere fogliate sugli angoli. Queste soluzioni sono riconoscibili in precedenti tardoantichi e medievali ma possono anche essere messe in relazione alle forma dipinte nella cornice architettonica della Camera degli Sposi. Bulgarelli presenterà la sua indagine intorno ai possibili scambi di idee tra Alberti e Mantegna alla luce delle testimonianze artistiche mantovane.

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