COLDIRETTI MANTOVA: KIWI +20%, ANNATA POSITIVA IN CAMPO E SUI MERCATI. TERRITORIO VIRGILIANO RISPARMIATO DAI DANNI ATMOSFERICI

Se non fosse che a macchia di leopardo qualche produttore ha dovuto fare i conti con i danni delle gelate primaverili, per il kiwi quella del 2021 potrebbe definirsi un’annata da incorniciare, almeno nel Mantovano, dove si coltivano oltre 520 ettari, secondo le elaborazioni di Coldiretti Mantova si dati Istat.

“Rispetto all’anno scorso la resa in campo è stata superiore di circa il 20% sia per la varietà di kiwi verde che per quello giallo”, afferma Lucio Speranzini, allevatori di Roverbella con 17 ettari di kiwi in produzione all’interno di un’azienda ad indirizzo zootecnico e ortofrutticolo.

“Siamo stati fortunati, perché nella nostra zona non siamo stati colpiti dalle pesanti gelate dello scorso aprile, che hanno tagliato quasi del 50% la produzione italiana”, prosegue Speranzini, che ha protetto l’intera superficie in produzione a kiwi con reti antigrandine e una parte (circa 12 ettari) anche con reti anti-insetto, per proteggersi dagli attacchi esterni.

Sostenuto, secondo i dati raccolti da Coldiretti Mantova, anche il prezzo di mercato, di un buon 20% superiore rispetto alla scorsa stagione e con la prospettiva di mantenersi su livelli positivi proprio per la minore disponibilità di prodotto.

Parla di un +21% di produzione nella campagna di raccolta che si è appena conclusa anche Matteo Principe, storico produttore di Roverbella, che con la varietà classica di kiwi verde Hayward ha superato i 750 quintali per ettaro.

“Grazie all’andamento meteo degli ultimi due mesi, dove le scarse precipitazioni hanno assicurato una calibratura, un peso specifico e un grado zuccherino del frutto superiori alla media – spiega Matteo Principe – la risposta dal campo è stata molto soddisfacente, anche se appena di là dal confine, nelle aree produttive del Veronese, da Villafranca a Sommacampagna, il gelo primaverile ha compromesso gran parte dello sviluppo vegetativo”.

La coltivazione del kiwi richiede molto impegnativo e attenzione all’evoluzione della pianta nel corso della stagione. “Per migliorare il risultato – dice Principe – abbiamo effettuato un diradamento specifico sui fiori e, grazie all’impollinazione forzata, abbiamo ottenuto un maggiore risultato in fase di raccolta, assistiti naturalmente dal meteo”.

Anche gli aspetti della sostenibilità ambientale sono sempre più al centro dell’attività agricola. “Per contenere al massimo il consumo idrico – racconta Speranzini – abbiamo installato un sistema di irrigazione di precisione abbinato ad una specifica pacciamatura, in grado di ridurre l’evaporazione e mantenere l’umidità, con risultati ancora più efficaci rispetto ai sistemi ad ala gocciolante e microjet. Anche l’impiego di fitofarmaci è ridotto al minimo, per contenere i costi e l’impatto ambientale”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.