MANTOVA – IL DIALOGO PITTORICO TRA ACQUA E CITTÀ DA BENVENUTI A DE CONCILIIS

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di Mendes Biondo

L’acquaticità di Mantova è uno degli elementi caratteristici della città, un rapporto che non cessa mai di rinnovarsi tanto dal punto di vista fisico che ideale. A rimarcare ulteriormente questo concetto e ad offrire nuovi spunti sulla rappresentazione dell’acqua nell’arte contemporanea è la mostra, inaugurata ieri nella sala superiore del Museo Archeologico Nazionale di Mantova, intitolata “Dipinti sull’acqua: da Benvenuti a de Conciliis (1815 – 2017)”.

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Un percorso che va dalla nascita della fotografia fino all’estrema digitalizzazione percorrendo, però, la via contraria a quella della sperimentazione artistica e restando sul sentiero della pittura ad olio.

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Dopo la fotografia, infatti, quale senso ha dipingere ancora ad olio? La risposta arriva da Ettore de Conciliis che, nell’esposizione itinerante organizzata da Il Cigno GG di Lorenzo Zichichi, ha così definito il lavoro della pittura ad olio: “non ci deve essere competitività tra la pittura e la fotografia. Nessuna delle due ritrae la realtà ma ne fornisce un senso ulteriore. Quando si dipinge non si fa la copia delle cose che esistono, si ricerca quello che la natura può dirci di diverso. Questo è quello che hanno cercato di fare i Macchiaioli toscani tanto quanto i Post-Impressionisti americani fino ad arrivare ad Hopper che diceva ‘devo dipingere l’acqua con i mezzi ostici del colore e della tela’. Per quel che riguarda il rapporto tra fotografia e pittura, poi, si vedano le opere di Pierre Bonnard o addirittura Edgard Degas. L’arte è una narrazione continua e fare dei distinguo penso che sia più dannoso che utile.

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Restando sulle parole di Hopper, sulla difficoltà di dipingere l’acqua, è stato l’intervento di Greta Alberta Tirloni, collaboratrice della curatrice Natalia Demina – già  curatrice dell’Ermitage di San Pietroburgo, a specificare il rapporto che intercorre tra gli artisti e l’acqua.

Per molti pittori del passato l’acqua era di colore verde, altri la rappresentavano blu o azzurra, per Leonardo era persino trasparente – ha spiegato Tirloni – fino ad arrivare ai pittori contemporanei come Mondrian e Malevič che si sono soffermati sul rapporto tra acqua e senso di geometria.

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L’esposizione Mantovana, però, è un progetto itinerante nato grazie ad un’esortazione da parte di Irma Pagliari nei confronti di Lorenzo Zichichi che, dopo un lungo periodo di ricerca e di elaborazione del progetto, è arrivato a definire in maniera particolareggiata quali limiti e quali temi sarebbero stati utili come punti di riferimento.

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La mostra – ha spiegato il Presidente Lorenzo Zichichi – ha due date fondamentali: 1815 e 2017. La prima è il momento in cui la fotografia fa la sua comparsa nel panorama teconologico e successivamente artistico mondiale, la seconda è la nostra contemporaneità. Il momento in cui viviamo e che ci sta di nuovo mettendo di fronte al quesito legato all’evoluzione dell’arte. Pensando agli sviluppi teconologici mi viene da fare il parallelismo con internet e il libro digitale. Quando arrivò la macchina fotografica, i pittori dissero che dipingere dal vero o dipingere soggetti realisti non avrebbe avuto più senso. Eppure si è continuato a fare esattamente come oggi si continuano a produrre libri cartacei laddove era stata paventata la loro scomparsa a causa del digitale. In questa mostra abbiamo voluto raccogliere le testimonianze artistiche di pittori italiani a partire da Benvenuti fino ad arrivare a de Conciliis.

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Ma nel caso della città virgiliana, non è soltanto la storia della pittura realista dopo la fotografia, è anche il rapporto che l’acqua ha con la popolazione. “Mantova è una città d’acqua – ha raccontato Zichichi – ma è differente alle altre città acquatiche perché in questo caso l’elemento è stato governato dall’uomo, Mantova è affiorata da un costante lavoro umano di bonifica. Qui le persone sono sempre state in contatto con un’acqua da incanalare, governare e controllare.

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La mostra, che resterà a disposizione del pubblico fino a Domenica 28 Maggio, ha visto presenti all’inaugurazione Greta Alberta Tirloni, il presidente della casa editrice Il Cigno GG Edizioni Lorenzo Zichichi, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Mantova Nicoletta Giordani, il critico d’arte Marina Pizziolo e l’autore del maggior numero di opere esposte Ettore de Conciliis.

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Ritornare a Mantova è per noi sempre un grande piacere – ha spiegato Zichichi – specie per le belle sinergie che permettono sempre di fare mostre d’impatto culturale e dall’elevato valore estetico.

La presentazione al pubblico si è intervallata con la lettura di alcune poesie dedicate all’acqua da parte dell’attrice Valentina Capone.

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