CANICOSSA – ANDREA MINGARDI COINVOLGE IL PUBBLICO CON I SUOI EVERGREEN

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Di Mendes Biondo

Un percorso lungo e costellato di collaborazioni con i più grandi della musica italiana oltre che con moltissimi musicisti che ora costituiscono la sua band, un cantante che ha viaggiato con le proprie sonorità dalla periferia di Bologna fino a Chicago e ritorno. Stiamo parlando di Andrea Mingardi, cantautore e scrittore, che lunedì 21 agosto ha cantato di fronte al folto pubblico della Festa dell’Avis di Canicossa.

Andrea Mingardi ha presentato un repertorio che ha pescato dai suoi inizi con la canzone dialettale, che ancora oggi lo segue, fino ad arrivare alle ultime ricerche in ambito di sonorità che coinvolgono la funky music, il blues e il jazz.

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Ho sempre amato il jazz – ha raccontato il cantautore bolognese – in primis perché è il primo genere che ho incontrato quando ero bambino. Nel periodo fascista non si poteva ascoltare la musica proveniente dagli Stati Uniti, quindi, appena avvenne l’armistizio, per me fu come rinascere quando ascoltai i musicisti jazz. Lo stesso avvenne con il Rock ‘n’ Roll. Solo che mentre il primo è molto più intellettuale, il secondo è sanguigno e diretto. Bisogna avere sangue nelle vene per fare Rock.

Per questo ha una visione abbastanza critica nei confronti dei famigerati Talent Show: “producono il classico musicista usa e getta. Mancano i posti e i momenti giusti per valorizzare gli esordienti, il mercato musicale purtroppo non è fatto per i giovani che spesso si vedono schiacciati da sistemi di produzione terribili. Io, come tanti altri, ho avuto la fortuna di trovarmi sempre assieme a musicisti capaci di suonare a buoni se non addirittura alti livelli, per questo siamo cresciuti tutti assieme. Ci si trovava per valutare i musicisti che accompagnavano un cantante invece di un altro e si facevano progetti condivisi che portavano ad album o a singoli che ancora girano per radio come classici. Era un periodo diverso dove anche l’ascoltatore aveva maggiore attenzione quando sceglieva un artista da seguire.”

La qualità, dunque, è uno dei maggiori elementi che un cantautore come Mingardi valuta quando sale sul palco assieme ad altri colleghi ma c’è anche tanto divertimento.

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Se non ci si diverte quando si suona, non c’è motivo di farlo – ha detto – Per esempio nell’ultimo album che sto preparando e che uscirà a breve, Maurizio Tirelli (suo arrangiatore e amico di lunga data N.d.A.) ed io ci siamo divertiti come pazzi a comporre e a scrivere i testi. Anche con gli altri artisti con cui ho collaborato, la situazione era identica. Oggi si fa un po’ più fatica a trovare questa energia ma vado avanti comunque.”

Il lavoro di Mingardi, infatti, non si limita alla musica ma si espande anche nell’ambito della scrittura. “Quando scrivo è come se stessi facendo una lunga canzone. Ogni libro è un’avventura che mi coinvolge e che non so dove mi porterà fino a che non metto la parola fine alla storia. Anche in questo caso devo divertirmi quando scrivo. Se sento che c’è qualcosa che non mi torna faccio di tutto per cambiare fino a che non trovo il giusto risultato.

Un artista poliedrico che ha prestato il suo volto persino per alcune pellicole italiane interpretando parti da caratterista e che in ogni suo concerto riesce a coinvolgere il pubblico con la grande musica leggera.

(foto web)

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