MANTOVA – AL MUSEO DIOCESANO APRE LA MOSTRA D’ARTE “ESSERE ESSERE” DI DENIS VOLPIANA

Vernissage venerdì 15 febbraio alle ore 17.00 al Museo diocesano “F. Gonzaga” di Mantova della mostra “Essere Essere”, opere di Denis Volpiana a cura di Attilio M. Spanò. La mostra sarà visitabile fino al 10 marzo

Nell’opera di Denis Volpiana quello che immediatamente si palesa è il suggerimento di un percorso introspettivo che coinvolge chiunque si avvicini a contemplare i suoi lavori. La necessità di “Essere”, si trasforma in una profonda riflessione su ciò che significhi “essere”.

essere essere di volpiana.jpg“L’Essere di Volpiana – spiega il curatore Spanò – la coscienza dell’esistere, la realtà dell’individualità di fronte alla falsità della convenzione, si pone come elemento che interrompe, con la sua stessa presenza, il continuum caotico primordiale. L’Essere corrisponde, in maniera definitiva, a un reiterarsi dell’atto creativo, autonomo e slegato da ogni costrizione, frutto solo della volontà di seguire e sublimare la propria necessità di esistere”. 

Achtung!!! Stai attento!!!- Pensaci!!! – Rifletti!!! –

Attenzione perché ogni azione provoca mutazioni che non possono mai essere totalmente previste. Attenzione perché, nonostante tu possa progettare, devi mettere sempre in conto la potenza del caso, la forza delle coincidenze, la conseguenza delle sviste.

“… La via della liberazione del flusso vitale si condensa nell’enigmatica figura del Papa. Qui esso diventa anima, concretezza impalpabile dell’essere umano. In questa serie di opere la profondità dell’anima appare con l’evidenza della forma catarifrangente che attira e respinge, moltiplicando, in miriadi di raggi luminosi, la curiosità di chi la guarda”. -prosegue Attilio M. Spanò – Ed è questa la strada giusta da seguire; non è quella che porta al nascondimento della frattura, alla necessità di “normalità” – una normalità che non ha nulla di sacro, nulla di conservabile: La strada giusta è proprio quella della coscienza da rimbalzo, quella della sottolineatura dell’accettazione della perdita dell’identità imposta di tipo socio/politico, per la scoperta e l’esasperazione della necessità di affermare il Sé. Ed è qui che le affermazioni perentorie di Volpiana si svelano: nell’apparizione dell’evento/oggetto causa della crisi esistenziale dell’artista e di ogni essere umano. In ciò che resta della mano destra dell’artista si palesa l’esperienza personale, per poi scomparire di nuovo, dietro alla sublimazione di essa, le impronte. Ciò che era segno della sua necessaria borghese socialità sfugge ad ogni concretezza rivelandosi in forma di lacuna; il sostituto della mano, dissacrato e crocifisso, è in opposizione alla profonda realtà di ciò che appare come forma scomparsa”.

“… Il viaggio introspettivo di Volpiana – conclude il curatore – si palesa nella frantumazione dell’immagine di chi contempla ed entra nel percorso proposto dall’artista. La continua dialettica che egli propone tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere si condensa, fondamentalmente, nella continua disperata e infinita ricerca delle intime ragioni della propria libertà ravvisabile, forse, nella più profonda e assoluta identità dell’uomo.”

Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” Mantova, piazza Virgiliana 55

Apertura mostra dal mercoledì alla domenica 9,30-12.00 | 15.00-17,30

 

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