MANTOVA – PROGETTO LIFE EFFIGE: PROTAGONISTE DUE AZIENDE DELLA FILIERA DELLA MOSTARDA MANTOVANA

life effige.jpgIl Consorzio Agrituristico Mantovano sta partecipando al progetto europeo Life Effige che si propone di misurare l’impronta ambientale delle piccole imprese. Viene utilizzata la PEF (product environmental footprint) una metodologia multi criterio per misurare le performance ambientali di un prodotto o servizio attraverso tutto il suo ciclo di vita (dalla culla alla tomba). Il Life Effige è inserito in una trentina di progetti pilota europei che analizzano l’impatto ambientale nelle filiere produttive, che permette di misurare tutti gli impatti coperte dal ciclo produttivo.

mostarda-mantovana

Sono stati analizzati per esempio pasta, birra, settore lattiero caseario, e in questo caso due aziende associate al Consorzio Agrituristico Mantovano: che fanno parte della filiera della mostarda mantovana: Loghino Sei Piane e Loghino Vittoria; un’analisi che parte dal campo, trasformazione, consumo, vendita e discarica.

Tutto è iniziato nell’ottobre 2017 e nei giorni scorsi si è conclusa la prima parte di studio, con i primi risultati, adesso le aziende metteranno in pratica gli accorgimenti suggeriti per migliorale l’impatto ambientale, poi ci sarà la seconda fase, con un nuovo studio per vedere se gli accorgimenti hanno portato davvero miglioramenti e a giugno 2021 si avranno i risultati definitivi.

Ecco i primi risultati: Le aziende mantovane devono migliorare il loro impatto ambientale e la comunicazione di cosa fanno per essere “green”.

Quello che è emerso è che essere una piccola azienda, o un’azienda bio, impatta molto di più sull’ambiente che essere una grande impresa.

Perché?

Perché si fa un’agricoltura estensiva e non intensiva, perché le produzioni sono minori, quindi sale la qualità, ma sale anche l’impatto. Però non devono essere demonizzate, ma aiutate a limitare il loro impatto. Ora potranno essere messe in pratica alcune azioni correttive.

consorzio agrituristico mantovano

Ma vediamo nel dettaglio in quali fasi del ciclo produttivo impattano: la filiera della mostarda impatta principalmente in 4 aree:

  1. Cambiamenti climatici
  2. Pm2,5
  3. Piogge acide
  4. Eutrofizzazione marina

Allora partiamo dal presupposto: piccola quantità, alta qualità, agricoltura estensiva, maggiore impatto. Come possiamo tutelare le piccole aziende? Cosa possono fare?

Vediamo le categorie di impatto ambientale dove le piccole aziende impattano di più delle grandi industrie: nelle 4 categorie: cambiamenti climatici, Pm2,5, piogge acide e eutrofizzazione marina: l’impatto è nella coltivazione, nella produzione e nel packaging.

Nel trasporto e nella distribuzione invece le piccole aziende impattano meno di quelle grandi e nel fine vita, quindi in discarica segnano quasi sempre dati negativi, quindi l’impatto non sono non c’è, ma lo scarto della lavorazione o i rifiuti possono essere recuperati. (Es. gli scarti della frutta, finiscono nell’umido e vengono riciclati diventando per esempio compost).

A questo punto bisogna vedere le azioni correttive che le aziende possono mettere in campo:

  1. controllare il riciclo degli imballaggi in entrata e spingerli verso il massimo riutilizzo
  2. Energia: fare contratti con aziende che garantiscono energia 100% rinnovabili, controllare le linee produttive e valutari i propri consumi di acqua e energia e vedere se è possibile risparmiare (es. cambiare tutte le lampadine e metterle a led)
  3. Packaging: utilizzare vetro 100% riciclato invece del 50% (è un po’ più opaco, ma per certi alimenti la differenza sarebbe minima); usare plastiche biodegradabili; ridurre il peso dei materiali utilizzati; usare vasetti che possono fare altri usi, vedi bicchieri, contenitori per freezer…

Ma i consumatori sono disposti a pagare di più?

Da ricerche effettuate l’80% dei consumatori europei acquista prodotti verdi ed il 26% lo fa regolarmente (EC 2013); il 94% degli europei ritiene la salvaguardia dell’ambiente molto importante e l’87% concorda che a livello individuale possono fare la differenza (EC 2017, pp.8 & 43); su 73.500 prodotti alimentari e cura per la casa della GDO, la presenza di labels* è in crescita (rispetto al 2016). Inoltre, il Biologico: giro di affari cresciuto del 14,2% ; CSR labels* prodotti cura della casa: giro di affari cresciuto del 5,6%

(GSI Italia, 2017 https://osservatorioimmagino.it/)

*Sustainable Cleaning, Ecocert, Ecolabel, Cruelty free, FSC, Fairtrade, Friends of the Sea, Dolphin safe, MSC

Scopo del progetto è anche quello di mettere un po’ di ordine tra le migliaia di simboli che ci sono in modo che le etichette siano più immediate e riconosciute dai consumatori

ETICHETTE AMBIENTALI

È dimostrato che la conoscenza del significato delle etichette ambientali ha un impatto positivo sulla probabilità di effettuare acquisti di prodotti più “verdi”

  • Non sempre sono conosciute
  • Non sono diffuse in maniera efficiente…
  • Sono numerose e spesso interessano uno o pochi aspetti dell’ambiente

Con una legenda più chiara sarebbe più semplice effettuare acquisti consapevoli.

Il 40% dei consumatori è disposto a pagare un aumento del 5-7% sono nel caso in cui le performance ambientali di un prodotto siano veramente superiori al prodotto con il prezzo di base.

Il progetto in sintesi Life Effige

Environmental Foodprint For Improving and Growing Eco-efficiency

  • EFFIGE è finalizzato a diffondere e supportare l’adozione del metodo PEF a livello italiano ed europeo.
  • EFFIGE mira a sperimentare un metodo innovativo per il calcolo delle prestazioni ambientali dei prodotti ed a migliorarne le prestazioni ambientali.
  • Il progetto è rivolto soprattutto alle piccole medie imprese ma coinvolge anche grandi organizzazioni che possono stimolare l’adozione di PEF su ampia scala.

Partner settoriali:

  • AGRICA, agroalimentare e prodotti dolciari
  • ASSOFOND, fonderie
  • CAM, (Consorzio Agrituristico Mantovano: produzione di mostarda)
  • CAMST, ristorazione
  • FLAE, mobile e arredo

Partner tecnici

  • Scuola superiore Sant’Anna
  • ENEA

 Obiettivo del progetto

  • Sperimentazione della metodologia PEF (Raccomandazione CE 179/2013) su 22 prodotti/servizi (inizialmente erano 21) realizzati nei seguenti settori:
  • Fonderie (2 tipologie di braccio meccanico realizzato da 3 imprese)
  • Arredo (postazione da ufficio ovvero tavolo + sedia realizzata)
  • Alimentare (mostarda prodotta da tre imprese e torrone prodotto da tre imprese)
  • Catering (1 prodotto di tre fornitori di CAMST + 1 pasto distribuito da CAMST).

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