MANTOVA – NELLA SEDE DELLA CAMERA DI COMMERCIO SI E TENUTA LA CONFERENZA SUL SETTORE AGRICOLO LOMBARDO NEL I SEMESTRE 2019

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con le
Associazioni regionali dell’Agricoltura, hanno presentato questa mattina, mercoledì 23 ottobre 2019 presso la Camera di Commercio di Mantova “Sala Lune e Nodi” di Mantova i risultati dell’indagine congiunturale sulla situazione del settore agricolo lombardo nel primo semestre 2019 e un approfondimento sul comparto suinicolo a cura di CREFIS.

sala delle lune e nodi

A portare i saluti Carlo Zanetti Presidente Camera di Commercio di Mantova e ad introdurre i lavori, Gian Domenico Auricchio Presidente Unioncamere Lombardia. All’incontro hanno prese parte anche Luca Marcora, Ricercatore – Gabriele Canali, Direttore CREFIS – Paolo Carra, Presidente Coldiretti Mantova – Paolo Conti, Direttore Generale Cia – Agricoltori Est Lombardia – Alberto Cortesi, Presidente Confagricoltura Mantova – Fabio Perini, Presidente Confcooperative – FedAgriPesca Lombardia e
Andrea Massari, Direttore Vicario D.G. Agricoltura, Alimentazione e Sistemi
Verdi di Regione Lombardia.

L’agricoltura lombarda evidenzia una situazione di stabilità rispetto alla seconda
parte del 2018, grazie soprattutto al perdurare della fase positiva nel settore
lattiero-caseario, cuore del sistema agroalimentare regionale. Latte e vino sono
però gli unici comparti contraddistinti da una redditività positiva: le carni suine,
nonostante il miglioramento delle quotazioni e il significativo progresso nei mesi
più recenti, nel primo semestre vedono ancora una netta prevalenza di giudizi
negativi, mentre le carni bovine interrompono la recente fase di ripresa; si
confermano infine le difficoltà dei cereali, con l’eccezione del riso. Ripresa dei
consumi e accelerazione dell’export rappresentano elementi che lasciano sperare
in un’evoluzione positiva del settore agricolo lombardo, nonostante le incertezze
legate all’inasprimento delle tariffe doganali.

SETTORE AGRICOLO LOMBARDOIl nostro territorio è da sempre a forte vocazione agricola: al consistente numero di
imprese dell’agricoltura si aggiungono aziende dell’industria alimentare e delle bevande
che insieme danno origine a un sistema agroalimentare di qualità e competitivo a livello
non solo nazionale, ma anche internazionale. Ha dichiarato il presidente di Camera Commercio Mantova, Carlo Zanetti – Guardando alla composizione percentuale sul totale delle imprese al 2018, Mantova si colloca al primo posto rispetto a Lombardia e Italia, ma anche prima tra tutte le province lombarde. Il comparto agricolo contribuisce per il 6,5% alla costituzione della ricchezza provinciale, quota notevolmente cresciuta negli ultimi dieci anni, e, anche in questo caso, superiore non solo al dato regionale e nazionale, ma anche a quello di tutte le province della Lombardia.

“La Provincia di Mantova – ha proseguito Zanetti –  conta molti prodotti agroalimentari a denominazione di origine (DOP) e a indicazione geografica (IGP) riconosciuti dall’Unione europea che spaziano dai prodotti a base di carne, ai prodotti ortofrutticoli come la pera e il melone mantovani, i vini, l’olio e i formaggi, primi fra tutti il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. Allo stesso modo sono molte le produzioni mantovane inserite nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali di Regione Lombardia.
Caratteristica della provincia di Mantova è la vocazione all’export, dove rivestono un ruolo importante i prodotti agroalimentari pari a quasi il 10% del totale delle esportazioni provinciali.

Il futuro ci prospetta nuove opportunità come l’avvio di nuovi accordi commerciali (ad
esempio con il Giappone), ma anche alcuni rischi e incertezze dovuti da un lato alle
tensioni commerciali (solo per citarne uno, quelle con gli Stati Uniti) e dall’altro al
fenomeno dell’utilizzo improprio del “marchio” Made in Italy su prodotti non nazionali
(italian sounding) che provoca un notevole danno di immagine legato alla qualità del
prodotto, spesso molto inferiore a quella del prodotto originale italiano.
L’agroalimentare risulta quindi un settore centrale per la nostra economia per i numeri fin qui evidenziati e per l’influenza positiva che ha sullo sviluppo di altri settori economici direttamente legati al comparto primario, come il manifatturiero e il terziario. Solo per citarne alcuni, si pensi ad esempio all’industria di trasformazione e packaging dei prodotti alimentari e alla meccanica agricola produttiva e di servizio.” ha concluso il presidente di CC.I.AA. Mantova.

I primi sei mesi del 2019 confermano la situazione di luci ed ombre che ha caratterizzato
l’agricoltura lombarda nella seconda metà del 2018. La maggior parte degli indicatori
mostra un lieve peggioramento, ma la redditività aziendale rimane sostanzialmente
stabile su valori che, sebbene inferiori al livello massimo raggiunto nel 2017, risultano
ancora elevati se confrontati con il periodo 2013-2016.

Il fatturato viene giudicato ancora in crescita, seppur in rallentamento, grazie alla tenuta
dei prezzi dei prodotti zootecnici, in particolare per quel che riguarda il settore lattiero-caseario.

Rispetto ai sei mesi precedenti incrementano i costi per l’acquisto degli input produttivi, in particolare per il rincaro dei prodotti energetici, ma per la zootecnia il confronto su base annua è ancora favorevole per via del picco raggiunto un anno fa dal prezzo degli animali da allevamento (soprattutto nel comparto suinicolo).

Notizie positive giungono dalle esportazioni agroalimentari, che hanno ripreso a correre
(+6,3% nel periodo gennaio-giugno) dopo la battuta d’arresto del 2018: anche in questo
caso i prodotti lattiero-caseari forniscono un contributo fondamentale. Segnali di ripresa
giungono dai consumi, con vendite finalmente in crescita dopo lunghi anni di stagnazione, sebbene i livelli pre-crisi rimangano ancora lontani.

Le condizioni climatiche, come ormai succede sempre più frequentemente, hanno invece
penalizzato i risultati delle imprese agricole lombarde, determinando danni alle coltivazioni e contribuendo ad aumentare le spese produttive.

Camera di commercio Mantova.jpg

Presentiamo quest’oggi – spiega Gian Domenico Auricchio Presidente Unioncamere Lombardia – i risultati dell’indagine congiunturale del comparto agricolo lombardo relativi al 1° semestre 2019, promossa da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’agricoltura e un approfondimento sul comparto suinicolo a cura di CREFIS. Si tratta di analisi che sono il frutto di iniziative progettuali condivise nell’ambito dell’accordo di Programma per lo Sviluppo Economico e la Competitività tra Regione Lombardia e Sistema camerale lombardo, accordo che rappresenta un’importante e consolidata esperienza di collaborazione istituzionale per lo
sviluppo di strategie condivise per il sistema imprenditoriale ed economico lombardo”.

“Abbiamo deciso di presentare queste analisi congiunturali nei territori dove
l’agricoltura ha un’importanza rilevante nell’economia locale, iniziando un anno
fa a Cremona e proseguendo poi a Brescia e, oggi, a Mantova, che ringraziamo
per l’ospitalità. Ha proseguito Auricchio – Ricordiamo che il comparto agricolo è molto importante per la nostra regione: la Lombardia produce infatti 3,7 miliardi di Euro di valore aggiunto in agricoltura, prima regione in Italia, dei quali circa un quinto sono dovuti alla provincia di Mantova. L’agricoltura lombarda risulta fortemente specializzata nella zootecnia, in particolare nel settore lattiero caseario, visto che la Lombardia produce il 44% del latte italiano (8% solo a Mantova). Un’altra eccellenza regionale riguarda poi la suinicoltura, che vede 4 milioni i capi allevati in Lombardia, quasi la metà del dato nazionale, dei quali 1 milione solo a Mantova. I risultati che emergono dalla nostra indagine mostrano per i primi sei mesi del 2019 una situazione di stabilità rispetto alla seconda parte del 2018, grazie soprattutto al perdurare della fase positiva nel settore lattiero-caseario, che beneficia di una domanda internazionale tonica”.

“Anche il vino conferma valutazioni prevalentemente positive da parte dei
testimoni privilegiati del nostro panel, nonostante debba fronteggiare un calo
delle quotazioni e una battuta d’arresto dell’export. – Continua Auricchio –  Latte e vino sono però gli unici comparti contraddistinti da una redditività positiva: le carni suine, nonostante il miglioramento delle quotazioni e il significativo progresso nei mesi più recenti come dimostrano le analisi di Crefis, nel primo semestre vedono ancora una prevalenza di giudizi negativi; le carni bovine interrompono la recente fase di ripresa. Si confermano infine le difficoltà dei cereali, con l’eccezione del riso. Notizie positive provengono anche dalle esportazioni agroalimentari, che hanno ripreso a correre (+6,3% nel periodo gennaio-giugno) dopo la battuta d’arresto del 2018: anche in questo caso i prodotti lattiero-caseari, che rappresentano un quinto dell’export agroalimentare regionale, forniscono un contributo fondamentale, registrando una crescita del +12%”.

“La ripresa dei flussi verso l’estero, che hanno svolto per molti anni un ruolo fondamentale nel controbilanciare la debolezza della domanda interna, è sicuramente un’ottima notizia e per questo motivo la minaccia che giunge dall’innalzamento di nuove barriere tariffarie deve essere affrontata con una risposta coordinata di tutto il sistema delle imprese, delle associazioni e delle istituzioni.” Ha concluso il Presidente Unioncamere Lombardia.

 

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