MODENA – PASSIONI emozioni e sentimenti tra ‘800 e ‘900 a cura di Gianfranco Ferlisi, Francesca Piccinini, Luciano Rivi

Al Laboratorio urbano aperto (ex Centrale AEM) di Modena, dal 30 novembre 2019 all’8 gennaio 2020  si terrà mostra PASSIONI emozioni e sentimenti tra ‘800 e ‘900 dalle collezioni dei Musei Civici di Modena, dalle Gallerie Estensi e di Assicoop Modena&Ferrara 

La mostra, curata da Gianfranco Ferlisi, Francesca Piccinini, Luciano Rivi presenta una selezione di disegni, dipinti e sculture dalle loro raccolte sul tema della rappresentazione delle emozioni e dei sentimenti tra Ottocento e Novecento. Si tratta di una iniziativa rilevante innanzitutto per la collaborazione attuata fra i tre enti coinvolti, in una produttiva prospettiva di confronto tra pubblico e privato.

È ugualmente da sottolineare la scelta di utilizzare quale luogo espositivo, con una struttura creata appositamente da Fausto Ferri, lo spazio del «Laboratorio urbano aperto», nell’ex Centrale AEM, antica sede delle Aziende Elettriche Municipalizzate, ora riqualificata con lo scopo di accogliere e valorizzare nuove attività culturali cittadine.

La mostra si compone di 62 opere di artisti di ambito modenese provenienti esclusivamente dalle raccolte delle Gallerie Estensi, del Museo Civico d’Arte di Modena e di Assicoop Modena&Ferrara.

Tra gli artisti presenti: Alfonso Chierici, Antonio Simonazzi, Giovanni Cappelli, Eugenio Zampighi, Giovanni Muzzioli, Gaetano Bellei, Giuseppe Graziosi, Casimiro Jodi, Vittorio Reggianini, Mario Vellani Marchi. L’intento è quello di valorizzare un patrimonio locale che, per motivi differenti, non sempre risulta di facile fruizione. Si vuole garantire nello stesso tempo un’occasione di confronto tra nuclei collezionistici comunque significativi ai fini di una sempre più approfondita comprensione dell’arte dell’Ottocento e del Novecento a Modena.

Il tema proposto si presta a considerazioni insieme di ordine artistico e storico, nella precisazione di quei modelli culturali e sociali entro i quali si definiscono anche le modalità di rappresentazione delle emozioni.

È dall’antichità che l’uomo si interroga sulla questione delle passioni, dei temperamenti, degli stati d’animo, degli affetti, dei sentimenti. In età moderna il pensiero di René Descartes e le riflessioni del pittore Charles Le Brun portano alla definizione di una precisa tipologia di tipi espressivi utili per il lavoro di ogni pittore. Nel corso dell’Ottocento si assiste ad una svolta. Il Romanticismo ridefinisce il concetto stesso di sentimento, con una sempre maggiore propensione all’indagine introspettiva. Soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento, attraverso il progressivo sviluppo di un approccio allo studio dell’uomo a carattere scientifico, con l’affermarsi dunque del Positivismo e degli studi di Charles Darwin, si afferma una visione delle espressioni più legata a un’indagine a carattere medico e fisiologico. La fine del secolo inaugura invece un nuovo periodo di riflessioni sulla complessità della dimensione psichica, giungendo agli studi sull’inconscio da parte di Sigmund Freud.

Nel corso di questi ultimi due secoli l’arte risponderà dunque all’esigenza della rappresentazione di emozioni e passioni secondo modi sempre differenti, all’interno di contesti culturali e sociali diversi, tra scienza, letteratura e filosofia.

La mostra si articola in sette sezioni, ognuna dedicata a una diversa modalità emotiva, nel confronto tra opere di diversa datazione lungo i due ultimi secoli per meglio dare evidenza a costanti e variabile nel nostro “uso delle emozioni”.

ALBERTO ARTIOLI

La prima sezione del «racconto» per immagini che si propone in mostra è incentrata sui Temperamenti sanguigni: corpi eroici e collerici, nudi in pose gloriose, passioni che risultano con evidenza nei volti e negli atteggiamenti collegandosi alla grande epopea della mitologia classica e, ovviamente, al sentimento patriottico risorgimentale.

EUGENIO ZAMPIGHI

La seconda sezione, La cognizione del dolore, introduce un tema importante tra le possibili declinazioni di tale condizione, quella dell’interesse carico di umanità per gli umili e per le classi meno privilegiate. In questo periodo diventa convinzione comune che tutte le passioni dell’anima, all’interno di una grammatica elementare, si manifestino tramite le linee mobili del viso.

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Anche nella terza sezione dedicata a I corpi dolenti della fede ci si trova immersi nella cultura legata alla formalizzazione dei caratteri e delle passioni; le immagini sacre degli artisti non assomigliano più alle divinità classiche, né esprimono verità universali ed eterne: i santi compaiono in opere in cui la fisiognomica si intreccia con la dottrina scolastica delle passioni, dell’intelletto, del sentimento e del peccato.

MAGELLI

Quarta sezione: Io non so che sospirar… è il titolo significativo della parte della rassegna in cui atteggiamenti gesti ed espressioni indulgono, nella pluralità dei soggetti scelti, ad espressioni dell’animo legate a storie che parlano di amore, di tradimento, di passioni e di pulsioni erotiche.

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Nella quinta sezione, quella degli Affetti familiari, è tradotta per immagini la predilezione per la rappresentazione dei legami e dei temi domestici: l’intimità di scene di vita familiare diventa più vicina al reale, più ricca di sfumature. Ora la pittura cerca di cogliere «l’anima» e, anche con l’uso della fotografia, arriva a una inedita verosimiglianza.

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Sesta sezione: La pluralità dei sentimenti intorno a un sorriso è la sezione che ruota attorno ai diversi modi di intendere il moto del ridere, tra garbo gentile e impulso irrefrenabile. Si tratta di una tematica a cui i pittori di genere guardano con attenzione, evidenziando aspetti significativi delle norme culturali e sociali del tempo.

Settima sezione: la conclusione della rassegna si incentra infine su la malinconia e i misteri dell’anima, con opere che sottolineano, in molteplici aspetti, il rapporto tra anima e corpo, alludendo alla segretezza di una realtà interiore, profonda e suggestiva, di cui l’artista cerca di comunicare il messaggio. Ed è questa ricerca di interiorità, coniugata col soggettivismo, all’esercizio della memoria e al senso della perdita a introdurre il seme di cambiamenti che si affermeranno lungo il Novecento.

Catalogo edito da Assicoop in mostra.

Laboratorio urbano aperto (ex Centrale AEM) – viele Buon Pastore 43 Modena

Orari d’apertura: Lunedì a Sabato 10:00/18:00 – Domenica – 9:30/13:30

La mostra rimarrà chiusa nei seguenti giorni festivi: 25 e 26 dicembre e 1° gennaio 2020

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