RIPARTENZA DOPO PANDEMIA PER TURISMO CULTURALE IN EMILIA: 8 domande a GIUSEPPE SCALTRITI TITOLARE DI FALED Vero Alcol SAI

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L’imprenditore Scaltriti – Castello Roccabianca (ph  Francesca Maffini, Castelli del Ducato)

Parma, 16 aprileAspettando la fine della pandemia, quale sarà la ripartenza per il turismo culturale in Emilia tra Castelli e Borghi?
Sono state poste otto domande all’imprenditore parmigiano Giuseppe Scaltriti con FALED marchio Vero Alcol SAI per igiene e disinfezione che è anche il proprietario insieme alla famiglia del Castello di Roccabianca in provincia di Parma e facente parte del circuito Castelli del Ducato.

C’è un po’ del Castello di Roccabianca, nel circuito Castelli del Ducato, in tanti flaconi nei vari formati di alcool rosa a 90 gradi che si trovano nei supermercati, nei negozi a conduzione famigliare delle città italiane o negli shop on line: c’è l’impegno di Faled, famosa nel mondo per distillati e liquori, che con l’azienda collegata SAI spa produce il marchio Vero Alcol SAI, il prodotto richiestissimo per igiene e disinfezione.

Ne parliamo con Giuseppe Scaltriti, proprietario dell’azienda di famiglia, insieme alle sorelle e dell’antico maniero a Roccabianca, a pochi metri dal fiume Po, nel paese legato alla poetica dello scrittore Giovannino Guareschi.

AttualitàDal 25 febbraio, compresa l’emergenza di portata epocale Coronavirus, subito come FALED avete ampliato la parte di stabilimento dedicata alla produzione di alcool etilico denaturato con “denaturante generale” indicato per pulire e sgrassare con efficacia superfici dure, come disinfettante. Quale aumento percentuale del prodotto c’è stato rispetto al passato? State rifornendo solo l’Italia o anche l’estero? E’ stata una corsa contro il tempo – data la massiva richiesta – anche per voi?

«Dal 25 febbraio scorso è successo il finimondo, siamo stati subissati di richieste cento volte superiori al normale e tutto ciò in una situazione di mercato già difficile dal punto di vista della reperibilità delle materie prime. Siamo specializzati nel “mondo” dell’alcol sia alimentare che per pulizia/disinfezione; per questa ragione abbiamo ricevuto richieste da tutta Italia. Abbiamo cercato di fare il possibile per soddisfare la domanda supplementare ma purtroppo era talmente alta che non ci è stato possibile farlo totalmente e all’istante».

Attualità. Nell’azienda di famiglia FALED, le vinacce di Lambrusco, Malvasia, Moscato, Gutturnio, Fortana, Fogarina e Barbera trovano nuova vita da oltre mezzo secolo, trasformandosi in grappe superlative. E poi i liquori della tradizione ottenuti con i frutti, ad esempio Nocino, Bargnolino, Sburlon e tanti altri. Quando sperate di ripartire a pieno ritmo con quel settore? Si sono fermati gli ordini all’estero?

«La situazione nel settore liquoristico era già difficile anche prima del 25 febbraio; l’unico “canale” di vendita che continuava ad avere consumi era quello del c.d. “fuori casa” parliamo di American Bar, e locali della notte, che attualmente sono tutti chiusi. I consumi in quell’ambito sono andati a zero. Attualmente vendono solo i supermercati per il consumo domestico. Noi abbiamo diverse tipologie di prodotto: dalla grappa, in varie declinazioni, ai liquori infusi, per cui riusciamo a soddisfare varie esigenze di “gusto”. Anche il canale estero si è fermato. Speriamo in una ripartenza a breve ma immaginiamo sarà lenta e progressiva».

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Rocca del Castello di Roccabianca

Turismo Culturale. Il Castello di Roccabianca è chiuso, come tutti i manieri pubblici e privati: in un momento storico dove sarà ancora più importante la presenza strategica della rete e del circuito Castelli del Ducato per ripartire tutti insieme – quando si potrà, nel rispetto delle normative nazionali e delle regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – cosa pensa desidereranno le persone? Come cambierà la domanda da parte dei turisti?

«Quello che è sembrato emergere in questo periodo è stato un rinato amore per la Patria. Abbiamo visto, in vari filmati trasmessi sui social o in canali televisivi, scorrere le bellezze monumentali, palazzi, scorci presenti del nostro Paese mentre contemporaneamente sventolava il Tricolore. Sperando che non sia stato solo l’effetto emozionale di un momento, l’augurio è che si voglia riscoprire l’Italia. In questo senso il turismo ne dovrebbe avere vantaggi, compreso il circuito dei Castelli del Ducato. Quindi siamo pronti ad accogliere tanti italiani che vorranno vedere le nostre bellezze, naturalmente nel rispetto delle regole».

Memoria. Suo padre Mario Scaltriti è stato un grande imprenditore: quali sue frasi le vengono in mente e la confortano in un momento così complesso di pendemia mondiale e di crisi economica?

«Più che frasi in particolare mi ricordo i comportamenti di mio padre che denotavano: senso del dovere, attaccamento al lavoro, spirito di iniziativa, senso della famiglia, una visione positiva della vita. Quello che ha lasciato è a dimostrazione di tutto questo, compreso, appunto, il Castello di Roccabianca».

Sicurezza, salute, economia: quale messaggio, da imprenditore, vorrebbe mandare alle istituzioni? Di cosa hanno bisogno adesso le imprese ed i lavoratori per reggere e ripartire? Come si è immaginato il futuro nei prossimi anni?

«La prima cosa che mi auguro è che ai vertici istituzionali ci sia più competenza. La Politica con la p maiuscola dovrebbe essere quella che si preoccupa del bene Paese, per cui cercare le migliori competenze nelle posizioni “chiave”. Con questa impostazione probabilmente le risposte verrebbero di conseguenza. Il miglior augurio è che si trovi la soluzione medica per combattere questo virus, poi la voglia di ripartire farà sicuramente la sua parte».

Stati d’animo. Lei ha citato sul suo profilo Instagram una frase di Mark Twain, per ottenere il pieno valore della gioia dobbiamo avere qualcuno con cui condividerla. Un concetto che si può applicare ad un brindisi in compagnia. Oggi, come sta trascorrendo questo periodo con la sua famiglia e cosa le porta forza e speranza?

«Attualmente la mia vita è casa/lavoro e penso di essere fra i fortunati che possano farlo. Le regole di convivenza sono cambiate, nei vari ambiti siamo diventati più diffidenti e guardinghi, l’effetto è stato che sono limitati gli “slanci” e i gesti. L’augurio è che si possa ritornare alla libertà dei comportamenti, la stretta di mano, l’abbraccio, cose semplici ma di forte sensibilità umana».

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Castelli del Ducato – particolare del Castello di Roccabianca

Patrimonio. Guardando il millenario Castello di Roccabianca che la sua famiglia ama, tiene restaurato, in ordine e ne condivide la meraviglia con il pubblico, quale conforto ed ispirazione ne trae?

«Penso ai possenti muri, le fondamenta di una struttura imponente che ha resistito centinaia di anni e che è li da vedere e da apprezzare; lo possono fare tutti . Questo da soddisfazione, forza e speranza».

Speranza, cultura, economia. Ha una frase di incoraggiamento da regalarci?

«Forza ce la faremo… ma dipende anche e soprattutto da noi!».

www.castellidelducato.it

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