RIAPRE IL MUSEO SCHIFANOIA DI FERRARA: rinnovata l’esposizione delle opere, per valorizzarle al meglio

Torna integralmente fruibile da sabato 23 ottobre il Museo Schifanoia, a Ferrara, a quasi dieci anni dalla chiusura causata dal terremoto del 2012. Dopo la riapertura del Salone dei Mesi, a giugno 2020, e l’inaugurazione dell’ala borsiana, a maggio 2021, viene ora restituita alla fruizione la porzione di edificio fatta costruire alla fine del Trecento da Alberto d’Este.

La riapertura si accompagna al rinnovamento del linguaggio espositivo. Le stanze albertiane, infatti, mutano radicalmente il loro aspetto per agevolare l’esposizione delle collezioni civiche, completamente riorganizzate. Il Palazzo restituisce ai visitatori un museo più moderno, con 21 sale da visitare, 1400 metri quadri di percorso espositivo e circa 250 opere da ammirare. A questo si uniscono diverse integrazioni multimediali in costante crescita che aiutano a conoscere la storia dell’edificio.

“Un museo che non si limita ad esporre- ha commentato l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Un luogo espositivo che cerca la dinamica del racconto, che mira non solo a custodire ma anche a emozionare, proponendo al visitatore di guardare con gli occhi della modernità il patrimonio storico ed artistico civico”.

lavori, per un importo complessivo di circa 2,9 milioni di euro, hanno avuto un contributo di oltre 1,35 milioni di euro da parte del Commissario delegato alla ricostruzione della Regione Emilia-Romagna, il resto con fondi comunali da rimborsi assicurativi.

La realizzazione è stata coordinata dal Servizio Beni Monumentali e ha beneficiato di un finanziamento per 95 mila euro della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito della Legge Regionale 18 del 2000, che oltre a garantire la conservazione, la valorizzazione e la promozione dei beni e degli istituti culturali, ha l ‘obiettivo di favorirne la loro fruizione.

Il progetto museografico è stato curato dai Musei di Arte Antica (Giovanni Sassu e Maria Teresa Gulinelli), il progetto di allestimento da QB Atelier (Filippo Govoni e Federico Orsini), con la collaborazione della Fondazione Ferrara Arte per i metodi e le tecniche espositive, l’illuminotecnica e gli apparati didascalici.


Il percorso espositivo


La visita è un viaggio a tappe che prende avvio dal contesto urbano di Schifanoia, letto sin da subito in parallelo con la storia del collezionismo che ha portato alla nascita del Museo Civico nel Settecento; si sviluppa attorno al tema fondamentale delle ceramiche di raccolta e di scavo come testimonianza della vita quotidiana degli Este nella delizia di via Scandiana; per poi incontrare la figura straordinaria di Leonello d’Este, il raffinato principe, che segna la nascita dell’umanesimo a Ferrara nel Quattrocento.

Dopo aver percorso e ammirato da vicino i frammenti di affreschi che decoravano l’ala albertiana nella prima metà del Quattrocento, è il momento di prepararsi alla visita del Salone dei Mesi scoprendo quanto sia stata fondamentale la riscoperta delle decorazioni di Francesco del Cossa, Ercole de’ Roberti ed altri per l’identità civica della città e per la nascita del Museo Schifanoia.

La visita passa quindi all’ala borsiana, con il Salone dei Mesi, il capolavoro del Rinascimento estense, rinato grazie alla nuova e magica illuminazione inaugurata lo scorso anno, per poi proseguire al cospetto delle opere dell’età di Borso, di Ercole I e dei duchi cinquecenteschi,  fino all’età della Devoluzione e della Ferrara barocca della grande pittura sacra; la visita si conclude dove tutto è iniziato: con le stanze dedicate al cardinale Gian Maria Riminaldi, padre spirituale del Museo Civico, che nel Settecento immaginò un museo “didattico” per la città ricco di oggetti e testimonianze del passato.

Il nuovo Museo Schifanoia spazia dalla miniatura del XV secolo (Matteo dei Pasti e Guglielmo Giraldi) alla scultura del Quattrocento (Niccolò Baroncelli, Domenico di Paris, Sperandio Savelli) e del Settecento (Antonio Canova), dalla pittura rinascimentale del Salone a quella naturalistica e barocca (Carlo Bononi, Scarsellino, Giuseppe Caletti), dalle ceramiche graffite di età Estense alle medaglie umanistiche (Pisanello) fino ai conii e ai punzioni pontifici. E tanto altro ancora: una storia a più voci che racconta, attraverso la pluralità delle tecniche artistiche e dei linguaggi espositivi, la bellezza e la ricchezza del museo civico più importante della città di Ferrara.

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