EDOARDO RASPELLI-Venerdì 31 gennaio sera comincia il servizio del primo ristorante cardioprotetto d’Italia a Toano di Reggio Emilia – La Locanda del Vecchio Caseificio
Sarebbe eccessivo dire “C’era tutto il paese “, perché Toano, in provincia di Reggio Emilia, tra le montagne dell’ Appenino, di abitanti ne ha 4.152, ma comunque erano in tantissimi, l’altro giorno, all’inaugurazione di quello che è il primo ristorante cardioprotetto d’Italia, La Locanda Vecchio Caseificio che prende posto nelle poche decine di metri quadrati di un’azienda che produceva Parmigiano Reggiano e che era chiusa da anni.
Il ristorante, per il momento, in questa bassa stagione, apre solo le sere di venerdì e di sabato e la domenica a mezzogiorno, in attesa che le prime temperature tiepide riportino quassù turisti golosi di buon cibo e di grandi panorami tra boschi prati e mandrie di vacche al pascolo.
Il ristorante propone un menu tradizionale rivisitato, che attinge alle ricette locali e alle materie prime a chilometro zero. Nel menu: cappelletti in brodo di cappone, tortelli rustici al burro e salvia o con ragù al coltello, tonnarelli cacio e pepe, tagliate e fiorentine, cotoletta orecchia di elefante, hamburger di verdure fresche, patate al forno e verdure alla griglia, dolci (come la pasta ) fatti in casa…Il tutto per soli 30 posti.
E fino a qui una bella storia, non certo rarissima, di una struttura annosa che rinasce ma a Toano c’è di più perché la Locanda Vecchio Caseificio ha già un primato: è il primo ristorante cardioprotetto d’Italia. L’iniziativa è del domese Salvatore Ranieri, famoso anche per essere “il cantante della solidarietà”, che è sceso dal capoluogo della Val d’ Ossola, dalla cima del Piemonte, al confine con il Sempione e la Svizzera, per regalare alla struttura un defibrillatore dell’ultima generazione, come ormai fa da anni, esattamente dal 2009 quando ha cominciato ad occuparsi del settore.
Salvatore Ranieri è stato più volte nelle trasmissioni televisive di Rai, Mediaset, La 7… ripreso mentre faceva le sue donazioni ad ospedali, cliniche, scuole, centri per gli anziani…Tra l’altro, nel piazzale del parcheggio dell’ospedale di Domodossola, Salvatore Ranieri con la compagna, Maria Tetro, ha appena inaugurato il rifacimento del suo VCO DEFIBRILLATORI Domodossola di Ausilio Sanitario, il più importante di tutta la provincia di Verbania, meglio, del Verbano Cusio Ossola.
IL SALUTO DEL SINDACO DI TOANO E
LE PAROLE ED IL CANTO DI RASPELLI
Al taglio del nastro, nel panoramico affollatissimo piazzale, ha partecipato (con il Tricolore attorno alle braccia) lo stesso sindaco di Toano, Leonardo Perugi.
Poi ci sono state le accorate parole di un domese d’adozione, amico del “Cantante della Solidarietà”, Edoardo Raspelli, che ha ricordato i suoi ricordi di questo territorio anche “suo”.
Il nonno paterno, che si chiamava come lui, tenente dei Carabinieri Reali, che ha comandato le caserme di Boretto (in provincia di Reggio Emilia), Guiglia (Modena) dove nasce il papà del giornalista, Lama Mocogno, fino ai 25 anni passati davanti al Monte Cimone, a Pievepèlago, dove, dodicenne, ha imparato a giocare a tennis al Centro Federale accanto ad un amichetto di un anno più giovane di lui, un certo Adriano Panatta.
il testimonial della giornata era il giornalista e conduttore televisivo Edoardo Raspelli che, dopo le 614 puntate di Melaverde su Canale 5, il suo attuale “L’Italia che mi piace… in viaggio con Raspelli” per AlmaTv (AliceTV e MarcoPoloTV) e Canale Europa, ha avuto una rubrica in RAI 3 in “O ANCHE NO”, il programma dedicato alle invalidità, alle inclusioni, ad autismo e sindrome di down…
“Incrociando le dita, facendo gli scongiuri, credo che l’iniziativa di Massimo Lusci e la donazione di Salvatore Ranieri siano un meraviglioso esempio da seguire ed imitare”, dice il “cronista della gastronomia” che durante il taglio del nastro, per scaramanzia ha ripetuto una famosa giaculatoria.
“Scusatemi i mei eventuali errori – ha detto Edoardo Raspelli- Aglio trifaglio, fattura ca non quaglia, corna bicorna, ‘o scapaccione a’ cap’e pezza, u porc ca scureggia”. Magari poco fine ma efficace!
Ad allietare la giornata anche il duo Angy e Fillo, cui si è unito lo stesso Edoardo Raspelli che ha cantato di getto Il Pescatore, celebre pezzo del suo amato Fabrizio De Andrè.
Accanto ad Edoardo Raspelli la giovane Francesca Buonaccorso, fotomodella e titolare dell’agenzia RB RoccaBuona Eventi di P.R.E.G.I.
Ma dov’è Toano? Da Reggio Emilia, dal capoluogo di provincia, saranno un’ oretta ed un quarto/un’oretta e venti minuti, per fare una sessantina di chilometri in quello che fu il regno di Matilde di Canossa. A Toano (sul Monte Castello a 944 metri, 4.152 abitanti ) nel cuore del Parmigiano Reggiano di montagna, si può arrivare toccando Vezzano sul Crostolo, Felina, Gatta… oppure passando nel Modenese con Scandiano, Sassuolo, Castellarano…
In via Ca’ di Bonci 9, in un angolo di questo paese dedito all’agricoltura, all’allevamento bovino ed alla produzione di Parmigiano Reggiano, per 60 anni è esistito un piccolo caseificio che era arrivato a fare 3.600 forme l’anno… Ha chiuso nel 2007, ha lasciato spazio in paese e nelle vicinanze ad altri caseifici anche sociali ed era stato abbandonato.
Oggi è risorto a nuova vita, mantiene la struttura di una volta con anche alcune curiosità (come la caldaia della tradizione) ma da caseificio diventa ristorante (con quattro camere per alloggiare) e prende il nome di Locanda Vecchio Caseificio.E’ il frutto di un lavoro minuzioso e affettuoso di restauro e reinterpretazione, voluto da Massimo Lusci e dalla compagna Elisa Giansoldati. Accanto ai ragazzi di sala e cucina anche il figlio di Massimo, Alex.
Rivivono così gli anni ’40 di quel caseificio che un tempo custodiva i segreti del formaggio, ma oggi offre un’esperienza unica e intima. La locanda, che conta quattro camere eleganti e accoglienti, è in un edificio che ha saputo mantenere, con orgoglio, il suo carattere di sempre. Ogni angolo racconta la storia di un tempo passato, in un equilibrio con l’innovazione e il comfort moderni.
I muri esterni hanno lo stesso colore delle antiche pietre della Pieve Matildica di Toano, evocano un legame profondo con la tradizione e la storia del luogo. Toano, parte della Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino Tosco-Emiliano, è anche terra matildica, testimone di secoli di storia, e ha fatto parte della Repubblica di Montefiorino, un simbolo di resistenza e di lotta durante la Seconda Guerra Mondiale, che ne ha segnato profondamente l’identità.
La struttura, che affaccia sulla valle del Dolo con una vista panoramica sul Monte Cusna, raccoglie gli echi dei tempi in cui il duro lavoro dei casari creava il prezioso Parmigiano Reggiano.























