MANTOVA – Il Museo della Follia a Palazzo della Ragione

   Antonio-Ligabue-Testa-di-tigre-1955-1956-olio-su-tavola-75x64-cm       

Inediti di Ligabue e Ghizzardi

 g_Berts11ghizzardi01

La mostra verrà inaugurata a Palazzo della Ragione, lunedì 18 maggio alle 18 a Mantova, alla presenza di Sgarbi, con apertura al pubblico da martedì 19 e chiusura il 22 novembre.

PROROGATA FINO AL 16 GENNAIO 2016

L’ambasciatore alla cultura per Expo 2015, Vittorio Sgarbi, approda a Mantova con la mostra itinerante, partita da Matera, dal titolo “Il Museo della Folia”, curata dallo stesso dove proporrà 190 opere di cui 12 dipinti e 2 disegni inediti provenienti da collezioni private, del pittore di Gualieri, Antonio Ligabue, e 37 lavori del mantovano-reggiano (Viadana-Boretto) Pietro Ghizzardi. Molte di queste opere mai esposte al pubblico prima d’ora.

Per gli organizzatori è una preziosa occasione per incontrare e conoscere l’inedito, lasciandosi catturare dall’arte di due rappresentanti del ’900.

ligabue

Antonio Ligabue: il cui vero cognome è Laccabue, nasce in Svizzera a Zurigo il 18 dicembre del 1899. Figlio di un’emigrante italiana, fu dati in adozione ad una famiglia svizzera tedesca che lo affidò a sua volta ad un Istituto per ragazzi difficili da dove fu espulso a sedici anni. Selvaggio, imprevedibile per il suo rapporto con il mondo e la realtà, per tutta la vita fu considerato un matto e venne espulso in manette dalla Svizzera ed istradato in Italia. La sua pazzia era solo il suo essere istintivo ed autentico nella vita, come nel suo essere pittore. Riconosciuto, come il più alto esponente dei Naif italiani, riempie la realtà della campagna lombarda di alberi e foglie di una fantastica giungla popolata di animali domestici e selvaggi. Nella sua “diversità” Ligabue si distingueva dagli altri ragazzi per l’abilità nel disegno e per l’amore verso gli animali.

Nel febbraio del 1961 la prima grande personale di Antonio Ligabue presentata a Roma, segna il definitivo successo dell’artista, la cui attività creativa conquistò molti scrittori, giornalisti e grandi critici tra cui Anatole Jakovky che lo aiutò ad essere conosciuto a livello internazionale. L’anno dopo, mentre Ligabue è sofferente per essere stato colpito da paresi, il suo paese Guastalla gli dedica una grande mostra antologica”. L’anno dopo, mentre Ligabue è sofferente per essere stato colpito da paresi, il suo paese Guastalla gli dedica una grande mostra antologica. Nonostante la sua infermità, Antonio Ligabue continua a dipingere fino alla sua morte avvenuta il 27 maggio del 1965. Per la prima volta verranno esposti 12 oli dell’artista: Cavallo (1939-1942);  Ritratto (1941); Cavalli all’aratro (1948-’50); Ritratto di Donna (1952-’62); due versioni dello Scorpione,; Paesaggio agreste; Vedova nera con preda; Gatto con la talpa; Testa di tigre; Paesaggio con cani; Lepre e inoltre, due disegni inediti senza data: Alce e Cavallo.

79499

Fra i 37 lavori inediti di Pietro Ghizzardi si possono visionare le tecniche miste nei ritratti di Claudia Cardinale del 1960, Marilin del 1968 e Mina del 1970.

Qui di seguito un frammento di quanto scrisse il Ghizzardi nel suo testamento e riportato nel libro: «Borètto 24 aghosto 1986 mio testamento io Pietro Ghizzardi nato a chorte Pavesina di Viadana im provincia di mantova il 20 luglio 1906 im pieno possesso delle mie facholtà mentali dispongho dei mei beni mobili e immobili chome segue istituischo mia errede universsale Pechchini nives iolanda vedova di mio nipote Ghizzardi dante nata a sorbolo il 22 febbraio 1921».

Seguono le firme di Pietro Ghizzardi Pierino, della signora Pecchini e dei testimoni. Il documento definisce nelle date il percorso dello straordinario personaggio Ghizzardi, che si sarebbe concluso 4 mesi dopo, il 7 dicembre 1986 e che trova la sua naturale descrizione nel libro Mi richordo anchora.

E mi richordo anchora e anchora e anchora… sono le parole che potrebbe utilizzare ognuno di noi, nel raccontare i fatti, i luoghi e gli aneddoti di una vita intera. Sono invece i ricordi di Pietro Ghizzardi, contadino e pittore, raccolti in forma autobiografica nel libro Mi richordo anchora. Quando nel 1976 uscì per Einaudi, per volontà di Cesare Zavattini e per le cure di Giovanni Negri e di Gustavo Marchesi, lo stupore fu grande. Il più raffinato editore di cultura, Giulio Einaudi, l’editore degli strutturalisti e dei formalisti, pubblicava un’opera di genere ibrido, scritta in un grammelot padano, che non era lingua né dialetto, ma una sorta di parlato profondissimo, un idioma del cuore. Così come per le sue opere pittoriche, inizialmente esposte nelle mostre dedicate ai pittori naïf e poi accolte a pieno titolo nella nicchia dell’Art Brut, che raccoglie artisti che non hanno ricevuto alcun insegnamento di storia e tecnica figurativa, ma usano uno stile personale per creare un proprio mondo, anche le parole di Ghizzardi sono concatenate le une alle altre per mezzo di uno stile del tutto originale, che non trova paragoni”.

Oltre a Mantova, vi sono altre due rassegne collegate, anch’esse curate da Sgarbi.

La prima è Arte e follia, al Labirinto di Franco Maria Ricci a Fontanellato (Pr), dove verranno proposti 30 capolavori di Antonio Ligabue e 50 di Pietro Ghizzardi, di cui 9 inediti con apertura della mostra il 29 maggio, chiusura il 31 ottobre.

La seconda, nello Spazio Eataly dell’Expo, dal 15 maggio al 31 ottobre: I tesori d’Italia: all’interno della collettiva che contempla diversi artisti per ogni regione, si trova un’opera di Antonio Ligabue per l’Emilia-Romagna e una di Pietro Ghizzardi per la Lombardia.

INFO: Palazzo della Ragione   Piazza Erbe, Mantova Tel. 0376.223810

ORARI: lunedì dalle 14 alle 19.30 – dal martedì al venerdì e festivi: 10-19.30 – sabato: 10-23  

Annunci

Rispondi