MANTOVA – BANDO CARIPLO “AMBIENTE”: CANDIDATO UN PROGETTO DA UN MILIONE DI EURO

tessere-biodiversità.jpg“Tessere per la natura”: 28 nuove particelle di biodiversità tra Garda e Po

Da Ponti sul Mincio e fino all’isola Boschina di Ostiglia, seguendo la dorsale dei fiumi Mincio e Po, per inserire le tessere mancanti della Rete Ecologica regionale e potenziare così uno dei principali corridoi verdi della Lombardia. È questo in sintesi lo scopo del maxi progetto di rete che il Parco del Mincio (capofila), ha confezionato con l’aiuto degli altri partner – Provincia di Mantova, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Mantova – e con il cofinanziamento da parte di AIPO e di venti comuni del lembo orientale della regione.

Un milione di euro l’importo del progetto che è stato candidato al bando 2016 della Fondazione Cariplo dedicato all’ambiente e in particolare alle connessioni ecologiche.

L’incremento della biodiversità è affidato a 28 “tessere” da comporre in altrettanti punti del territorio, strategiche per il miglioramento della qualità ambientale. Diverse le tipologie di intervento previste in ciascuna di queste 28 zone localizzate in aree pubbliche.

Sono in progetto azioni di valorizzazione di habitat – una lanca o tratti di fiume e del canale Virgilio attraverso nuovi prati e siepi – il miglioramento di boschi con creazione di spazi eco tonali o di deframmentazione per favorire il passaggio della fauna attraverso piccoli soprapassi per la fauna, il consolidamento delle sponde con tecniche di ingegneria naturalistica, la creazione di piccole aree umide “incubatrici” di biodiversità.

Alla fondazione i 25 enti di progetto guidati dal Parco chiedono la somma di 750mila euro, 250mila sono assicurati da interventi di Aipo e ulteriori 100mila sono ripartiti fra tutti in quote di co-finanziamento.

L’area coinvolta dal progetto è vasta e include i ventuno comuni di Castiglione delle Stiviere, Medole, Casalmoro, Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Marmirolo, Goito, Rodigo, Castellucchio, Porto Mantovano, Mantova, Bagnolo San Vito, Sustinente, Serravalle Po, Pomponesco, Suzzara, Motteggiana, Ostiglia, Carbonara, Sermide, andando a creare punti di unione tra quattro parli locali (Plis) dell’Alto Mantovano e del Suzzarese, l’area protetta regionale del Parco del Mincio, tre riserve naturali del Basso mantovano e tre zone di protezione speciale per l’avifauna lungo il Po.

Si tratta di aree protette gestite da una costellazione di soggetti pubblici e privati “che hanno accolto con entusiasmo l’opportunità di fare squadra offerta dal bando per la connessione ecologica della Fondazione Cariplo – commenta il presidente del Parco Maurizio Pellizzer – permettendo così di assumere una visione d’insieme collettiva nell’affrontare il problema di potenziare la connettività ecologica del territorio”.

Gli interventi vanno mitigare disturbi antropici o a correggere carenze ambientali (degrado di habitat, interrimento zone umide, miglioramento alvei o sponde) per rendere i siti idonei al rifugio, all’alimentazione e alla riproduzione per alcune specie di interesse conservazionistico. “Tessere per la natura” va quindi ad arricchire un mosaico ambientale di pregio fatto di rogge, fontanili, golene, lanche, zone umide, boschi e prati aridi, sabbioni, isole per potenziare la presenza di specie animali e vegetali di pregio o per ridurre i carichi inquinanti nelle acque.

Dalle orchidee selvatiche all’ittiofauna autoctona, le “tessere” sono in grado di esercitare un esponenziale potenziamento della biodiversità, capace di contrastare efficacemente gli effetti della attività dell’uomo. Come nel caso degli interventi previsti prima dell’ingresso nel Mincio lungo i canali Osone e Seriola marchionale mediante consolidamenti spondali e creazione di fasce di vegetazione, anche in alveo,  per ridurre i carichi da inquinamento diffuso di origine agricola e al contempo preservare aree rifugio per la fauna ittica.

Il CNR-IREA (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente) si farà carico delle attività di monitoraggio ante e post operam combinando tecniche di telerilevamento e di analisi in situ con un approccio innovativo.

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