GAZOLDO D/IPPOLITI – IL MEDIEVISTA PAOLO GOLINELLI e IL PITTORE ROBERTO MONTANARI PROTAGONISTI ALLA POSTUMIA

L’ISOLA CHE NON C’È TRA REALTÀ E VIRTUALITÀ“, viaggio pittorico nei quadri di Roberto Montanari, “MATILDE E L’INCONTRO NELLA POLEMICA PROTESTANTI -CATTOLICI” conferenza con il medievista Paolo Golinelli sono i due momenti di di arte e cultura che si terranno all’Associazione Postumia di Gazoldo degli Ippoliti (piazzetta Postumia 2), domenica 12 marzo alle 16,30. I due momenti saranno curati dal giornalista Mendes Biondo. In chiusura  la musica di “InCanto” con il soprano Gloria Bellini e il pianista Matteo Cavicchini.

“La pittura di Roberto Montanari – descrive Mendes Biondo – è in continua tensione tra la rappresentazione figurativa e il gesto più prettamente materico. Una tensione che si va a risolvere in un insieme di linee e dettagli capaci di trasmettere allo spettatore una particolare suggestione ambientale. Ci ritroviamo spesso di fronte a degli orizzonti, infatti, luoghi che sono al contempo dei non luoghi. Si tratta di un viaggio costante che parte dal primo quadro dipinto, intitolato “La Strada”, e che procede fino alle sperimentazioni più recenti di “Picanto” e “L’Isola che non c’è”. Montanari, quando non è impegnato a ritrarre temi sociali, si concentra con maggiore zelo sulla realizzazione di luoghi sospesi tra la realtà e la virtualità laddove la prima è data dall’aderenza descrittiva del soggetto ambientale e la seconda è data dai colori alterati nella loro naturalezza che vanno a creare un effetto straniante e al contempo di fascino esotico nello spettatore”. 

La mostra rimarrà in aperta al pubblico fino al 31 marzo 2017 (ingresso libero pomeriggio dalle 16,30 alle 19).

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Roberto Montanari è nato a Mantova, dove vive e lavora. Ha studiato pittura sotto la guida dell’artista Anna Moccia e successivamente di Enrico Beccari e Nadia Rossi. Ha lavorato a lungo, traendo beneficio da un notevole percorso, in cui è passato attraverso varie esperienze pittoriche, tra cui il figurativo, per trovare ultimamente un proprio genere legato all’astratto-materico.

 

Paolo GolinelliA seguire il professor Paolo Golinelli, ordinario di storia medievale all’Università di Verona,  massimo studioso e conoscitore di Matilde, presenta la Grancontessa sulla scorta dei suoi studi e delle sue pubblicazioni.

Matilde di Canossa è stata una delle più potenti donne della storia italiana, una delle prime grandi figure della diplomazia europea. Vissuta nel periodo medievale, divenne contessa di Toscana alla morte di suo padre, Bonifacio III di Canossa, che già era marchese e duca della Tuscia, di origine longobarda; entrò nella storia e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. La sua tomba che è mausoleo, fu scolpita dal Bernini ed è conosciuta con il nome di “onore e gloria d’Italia.

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BREVE STORIA. Novecento anni fa, nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1115, moriva a Bondeno di Roncore Matilde di Canossa. Da allora il suo nome ha percorso tutta la storia, e lei è stata vista e rappresentata nei modi più diversi. C’è stato chi l’ha esaltata quasi come una santa, chi l’ha fatta oggetto di scherno e disprezzo, chi l’ha denigrata come l’amante di un papa (Voltaire) e chi ne ha fatto un’antesignana del moderno femminismo. È stata uno dei protagonisti della storia del suo tempo, quel pieno Medioevo in cui la società ha avuto una grande ripresa demografica e un notevole risveglio economico. Ma chi era in realtà Matilde? Quali sono le tracce che ha lasciato nei giorni nostri?

Il pomeriggio si chiude con “InCanto” le più belle melodie del repertorio lirico italiano. Ad interpretarle il soprano Gloria Bellini accompagnata al pianoforte dal m° Matteo Cavicchini.

Giacomo Puccini: “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi – Quando men vo” da La Bohème; G. Rossini: “Una voce poco fa” da Il Barbiere di Siviglia; G. Verdi: È strano … follie follie” da La Traviata; R. Cordiferro: “Core ‘ngrato”; E De Curtis: “Non ti scordar di me”.

(G.B.)

 

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