MILANO – NOVECENTO PRIVATO. DA DE CHIRICO A VEDOVA ALLA GALLERIA BOTTEGANTICA

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De Chirico – Autoritratto

Alcuni dei Giganti del ‘900 italiano tornano nelle sale che, nel secondo dopoguerra, li avevano accolti quali giovani protagonisti dell’arte del loro tempo.

Bottegantica, che oggi vivifica gli spazi che furono del Naviglio, vi propone “Novecento privato. Da de Chirico a Vedova”, dal 17 gennaio al 22 febbraio 2020. La mostra, che è a cura di Stefano Bosi, Valerio Mazzetti Rossi e Enzo Savoia, si avvale della consulenza scientifica di Fabio Benzi.

Ad esservi proposto è un excursus attentissimo di opere, che facendo fulcro sui decenni del Naviglio opportunamente si allarga alla prima metà del Secolo Breve, per ripercorrere i momenti più straordinari vissuti dall’arte e dalla cultura dal primo dopoguerra sino agli sviluppi del secondo: dal Futurismo alla Metafisica, dal Realismo Magico al Surrealismo, dal Ritorno all’Ordine all’Informale…

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Bonalumi-Scuttura estroflessa del 1965

Il Novecento italiano, per metafora, è stato un oceano battuto da grandi onde. Battuto soprattutto dal perenne contrasto tra l’apologia della forma e il suo annullamento, specie a partire dagli anni Trenta. Protagonisti delle pagine più significative della storia dell’arte nazionale e internazionale, sono una serie di Maestri d’avanguardia che hanno contribuito alle rivoluzioni artistiche del XX secolo, partecipando alla creazione di nuove forme e immagini, attraverso sperimentazioni e ricerche”, ricorda Stefano Bosi.
Novecento Privato. Da De Chirico a Vedova rievoca autori e momenti fondamentali di quel secolo, scegliendo di attingere le trenta opere esposte, esclusivamente da due importati collezioni private. “Trenta opere che si legano fra loro in un dialogo appassionato, a formare idealmente una raccolta filologica dei principali fenomeni artistici italiani del secolo scorso. Una raccolta dal forte carattere meditativo e intimo, in cui è privilegiato il rapporto tra le opere e gli artisti che le hanno create”, anticipa Enzo Savoia.

Campigli-Due-figure

Campigli- Due figure

La sequenza è pensata come un viaggio cronologico e visivo, un racconto analitico e didattico che attraversa il nostro territorio culturale dal post-impressionismo alle avanguardie d’inizio secolo (il Futurismo di Marinetti, Boccioni, Balla, Severini), gli anni del primo conflitto mondiale, il dopoguerra e gli anni Venti (Savinio, De Chirico, De Pisis, Sironi, Casorati, Alberto Martini, Marini), l’affermazione del regime fascista e la seconda guerra mondiale (Carrà, Campigli, Arturo Martini, Prampolini, Pirandello, Guttuso, Manzù), il post-war tra le capitali europee e New York con l’affermazione dell’arte astratta (Fontana, Burri, Capogrossi, Vedova, Pomodoro).

Il percorso espositivo è pensato per essere fruito da un vasto pubblico, grazie anche a un apparato didattico sperimentale, capace di guidare il visitatore alla comprensione profonda di ogni singola opera. Un omaggio dunque all’universalità dell’arte, ma anche un riconoscimento ai grandi artisti italiani del XX secolo.

Milano, Galleria Bottegantica, via Manzoni 45, dal 17 gennaio al 22 febbraio 2020.

Orari: da martedì al sabato 10-13; 15-19. Ingresso libero.

Visite guidate: su prenotazione, € 5 cad. Gruppi compresi tra le 10 e le 20 persone. Catalogo Bottegantica edizioni

(Le immagini qui riprodotte sono state fornite ad esclusivo utilizzo dell’articolo)

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