CULTURA E SPETTACOLO: le istituzioni a confronto nella prima giornata degli STATI GENERALI MONDO LAVORO in diretta online da PARMA

«Se è viva la cultura, è viva la democrazia»:
le parole dell’assessore della Capitale Italiana
della Cultura 2020+21.

MICHELE GUERRA , ASSESSORE ALLA CULTURA COMUNE DI PARMA

Inaugurati lunedì 21 giugno in diretta dal Palazzo del Governatore di Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020+21, gli Stati Generali Mondo Lavoro della Cultura e dello Spettacolo hanno dato la parola alle istituzioni per un confronto su proposte e idee utili a riavviare e sostenere il settore. Punto di partenza, la stesura di una nuova legge per la dignità del lavoro culturale, secondo l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi. Obiettivo: porre rimedio alla precarietà endemica iscritta nello Statuto del lavoro di questo settore che raccoglie 1,5 milioni di occupati.

Per il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, la chiave di volta è nel coordinamento operativo del Recovery Plan: i contributi debbono passare direttamente dai sindaci per assicurare un’esecuzione immediata e per muoversi in velocità verso il rilancio e verso maggiori tutele.

L’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra, pone l’attenzione sulla fragilità dell’industria culturale, auspica un posto più alto per la cultura nell’agenda politica italiana, con la necessità di mettere i Comuni al centro.

Il professor Stefano Baia Curioni individua due problematiche principali sulle quali agire: il 37-38% di non consumatori culturali, che in alcune zone d’Italia tocca il 50%, e la concezione generale di consumo culturale come evento al di fuori della normalità quotidiana. Soluzioni? Una cultura diffusa, fuori dalle case della cultura, non solo quindi cultura delle grandi realtà, ma anche delle piccole piazze.

Pone l’accento sulle politiche caratteristiche dell’industria, il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi: se si parla di industria della Cultura bisogna allora mettere in campo pianificazione, almeno triennale (ma coperta finanziariamente per tutto il periodo) e interventi materiali e immateriali, come la formazione.

Le dichiarazioni di tutti gli ospiti intervenuti:

«I primi a chiudere, gli ultimi a riaprire»: una sintesi impietosa quella dell’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi. Le aziende del settore cultura e spettacolo, che in Italia, prima della pandemia, portavano un giro d’affari totale di 96 miliardi, sono state messe in ginocchio. «E non si può ripartire senza tener conto dei lavoratori della cultura» precisa Sacchi. 1,5 milioni di occupati, di cui «570 mila impiegati nello spettacolo dal vivo, hanno vissuto un anno terribile che però è servito almeno a mostrare la fragilità del settore, la precarietà endemica che è iscritta nel suo Statuto del lavoro». Punto sul quale concordano tutti i relatori. Lavoratori a chiamata, stagionali, a termine non godono di prospettive e sicurezza. «Grazie al Tavolo Permanente istituito presso il Ministero della Cultura potremo garantire un coordinamento costante degli interventi per uscire dalla crisi e per sostenere i soggetti più fragili. Le istituzioni locali sono antenne di prossimità che devono facilitare un rapporto tra la cultura, in tutte le sue espressioni, e le Camere, prima di tutto, per la stesura di una nuova legge per la dignità del lavoro culturale».

«Solo mettendosi tutti d’accordo, Comune, Prefettura, Sovrintendenza, operatori sanitari e Vigili del Fuoco, Venezia è riuscita a riaprire la Biennale di Architettura e il Salone Nautico e a confermare la festa del Redentore del terzo sabato di luglio»: si inserisce il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. «Con il sindaco Dario Nardella abbiamo firmato un documento per il coordinamento operativo del Recovery Plan. Con il Governo precedente l’interlocuzione è stata infinita, ma adesso bisogna che i contributi passino dai sindaci per dare loro immediata esecuzione dove servono. La cultura non è solo musei, cinema e teatri. Ci sono tantissimi piccoli eventi di spettacolo e di sport animati da piccole società, gruppi dilettantistici e anche i no profit che durante la pandemia hanno fatto la loro parte per aiutare la comunità. Adesso la nostra responsabilità è quella di muoverci in velocità per il rilancio ma anche per maggiori tutele. Finita l’epoca delle lagnanze, adesso ci vogliono impegno e sorriso. E meno male che c’è questo Governo che personalmente spero arrivi a fine legislatura».

La fragilità normativa del comparto è punto sul quale dice la sua anche l’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra. «La pandemia ha frustrato gli investimenti che si erano fatti in vista del titolo di Capitale Italiana della Cultura per il 2020, ora esteso a tutto il 2021. Ma almeno tutto questo è servito a guardare negli occhi la fragilità dell’industria culturale italiana che è “scandalosa” nel senso etimologico della parola di ostacolo al pensiero. L’idea di cultura che ha il nostro Paese è di stampo dopolavoristico. Il Covid-19 ci ha fatto vedere quanto invece sia un servizio necessario per il cittadino, l’occasione di coniugare possibilità d’incontro e libertà, come espressione e pensiero critico.

Se è viva la cultura, è viva la democrazia.

Il pubblico aiuti a gettare le basi per la ripresa della Cultura affinché questa possa poi camminare da sola, ma per farlo bisogna che si presti ascolto ai Comuni, la cui prossimità alla Cultura in quanto visione del futuro verso il quale muove il Paese è fondamentale. Comincerei augurandomi che la Cultura trovi posto più in alto nei pensieri e nell’agenda dei discorsi dei nostri politici, perché chi lavora nella Cultura ha bisogno di sostegni economici, ma anche di dignità e reputazione».

STEFANO BAIA CURIONI

L’intervento a seguire è quello del professor Stefano Baia Curioni, presidente uscente della Giuria che seleziona le Capitali della Cultura Italiana, il quale sottolinea come la Cultura e lo Spettacolo abbiano bisogno di un’iniezione di risorse e di volontà, nel rispetto dell’esigenza globale di fondare un nuovo umanesimo, dove sviluppo e civilizzazione camminino insieme. Fuori dalla contingenza della pandemia, «la Cultura nel nostro Paese ha di fronte a sé due grandi problemi: il primo è quel 37-38% di non consumatori, dato medio che in alcune zone vede un cittadino su due non consumare prodotti di cultura istituzionali; l’altro è che il consumo culturale da noi è formattato sull’idea di evento, di per sé fuori da un’accezione di normalità e quotidianità. I progetti presentati da Procida, come prima da Parma e non solo, vanno esattamente nel senso di una cultura diffusa. E in quel senso va la volontà di premiare non solo grandi città, ma anche piccole piazze. La cultura fuori dalle case della cultura è una sfida che ci riguarda tutti, perché l’investimento in cultura sia davvero un investimento nella nostra civiltà. Ciò vuol dire, però, che il museo deve interloquire con l’assessorato all’Urbanistica, con il mondo dello sport, con le Università».

MATTIA PALAZZI SINDACO DI MANTOVA

Per il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi: «Se parliamo di industria della Cultura dobbiamo mettere in campo le politiche caratteristiche dell’industria: pianificazione, almeno triennale (ma coperta finanziariamente per tutto il periodo), interventi materiale e immateriali, come la formazione. Un’industria che deve affrontare la caduta di fruizione ricostruendo capacità di investimento pubblico e privato a sostegno di soggetti finanziariamente fragili e spazi culturali diffusi».

«La Giuria ha investito in una piccola realtà e l’assegnazione a Procida del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022 sta già avendo i suoi effetti sulla notorietà dell’isola, che a sua volta produce un indotto sul comprensorio dei Campi Flegrei, sulla regione Campania e sull’Italia tutta»: ha commentato il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino.

Change is good for good people”, l’intervento del sindaco di Genova Marco Bucci riassume in questo adagio ciò che di buono si può cavare da una pandemia: «Bisogna saper uscire dal cambiamento migliori di come ci si è entrati». Bisogna ricominciare a programmare tenendo buono quanto abbiamo appreso durante i tempi duri del Covid: spazi, distanziamenti, fragilità da sostenere.

Anche l’assessore alla Cultura di Ferrara, Marco Gulinelli, concorda sul fatto che la pandemia ha mostrato la completa sottovalutazione del comparto Cultura e Spettacolo che ha trovato solo spazi marginali nella discussione generale.

Ora gli investimenti del Recovery Plan devono interessare le generazioni future in un clima di progettualità collettiva, valorizzando i luoghi della cultura e sviluppando un approccio manageriale.

Interviene il Generale dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Fulvio Poli, che sottolinea la partecipazione dell’Esercito alla cultura italiana attraverso musei, spazi espositivi e capacità produttive di eventi, fiction e docufilm e sollecita le amministrazioni a considerare le Forze Armate quale risorsa culturale sempre disponibile.

La registrazione integrale dell’evento è disponibile al seguente link: www.facebook.com/2322929877958090/videos/536909540674053

Gli Stati Generali Mondo Lavoro Cultura e Spettacolo proseguono fino al 24 giugno.

Tutti gli eventi sono accessibili on line
www.linkedin.com/company/stati-generali-mondo-del-lavoro www.facebook.com/statigeneralimondolavoro

Cultura e Spettacolo in Italia – Il contesto

L’Italia è al primo posto in Europa per quota di imprese culturali, con il 14,5% del totale, e anche per quota di lavoratori autonomi che nell’industria culturale rappresentano il 46% dell’occupazione totale, contro il 22% della media italiana. Lavoratori poco protetti, altamente qualificati, con una percentuale di laureati molto più alta rispetto alla media nazionale, alla quale però non corrisponde stabilità. Per loro il fermo imposto dalla pandemia è stato particolarmente difficile.

In un Paese dove la cultura è volto e anima, la pandemia ha infatti picchiato duro mettendo in ginocchio teatri, cinema, festival e musei, primi a chiudere, ultimi a riaprire, nonché il turismo legato all’offerta culturale che, secondo la stima di CDP, rappresenta il 38% della spesa totale per turismo. Un’analisi commissionata dall’Unione Europea, calcola che il calo di fatturato de totale dell’industria culturale in Europa (-31,2%) è stato superiore a quello del turismo (-27%) e inferiore, e di poco, solo a quello dell’industria aeronautica (-31,4%): le arti dello spettacolo hanno perso il 90%, l’industria musicale il 76% perché i concerti dal vivo trainano le vendite di dischi. Le arti visive, editoria, cinema e televisione tra il 20 e il 40%. In aumento, e non stupisce, videogiochi e le piattaforme digitali di distribuzione cinematografica che, anzi, hanno guadagnato posizioni durante il lock-down.

Andando nel dettaglio del mercato italiano della cultura, l’Osservatorio di Impresa Cultura Italia – Confcommercio, in collaborazione con Swg, valuta la perdita dell’industria culturale e creativa italiana per il 2020 nel -70%, corrispondente a un dimezzamento medio dei consumi culturali italiani e a un -90% di teatro, cinema e concerti. Se si considera tutto il settore dell’”event industry” che include anche lo sport, secondo dati della Fondazione Symbola il settore ha perso circa 67 miliardi di euro; considerando anche l’indotto si parla di circa 185 miliardi di euro.

Le componenti di questa industria, sia quelle legate ai core business culturali sia quelle che rappresentano il vastissimo indotto, sono distribuite lungo tutta la supply chain dell’economia italiana e difficile sarebbe fare il punto su tutte. Per questo gli Stati Generali Mondo Lavoro Cultura e Spettacolo si concentrano in 4 giornate su arte, musica, intrattenimento, spettacolo, cinema e teatro.

Il format: gli Stati Generali Mondo Lavoro

Gli Stati Generali Mondo Lavoro della CULTURA sono parte degli Stati Generali Mondo Lavoro, un format nato nel 2019 su impulso di Pier Carlo Barberis con l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori appartenenti a settori chiave del lavoro e dell’economia in Italia.
Gli Stati Generali si avvalgono della competenza di un Comitato tecnico-scientifico che comprende 7 ex ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali della Repubblica Italiana: Nunzia Catalfo, Tiziano Treu, Cesare Salvi, Roberto Maroni, Cesare Damiano, Maurizio Sacconi ed Elsa Fornero.

In un anno complesso come il 2020, questa piattaforma unica in Italia è riuscita a coinvolgere in 54 eventi, 285 relatori e un pubblico di oltre 23.700 partecipanti.

Dieci i temi affrontati nel corso del 2021: la Montagna, i Trasporti, il Turismo, le Startup, il Mare, la Cultura, l’Architectural-Design, lo Sport e l’Italia, l’Agrifood, il settore Aerospaziale e Corporate Inclusion Awards.

Il programma

22 giugno 2021
Ore 10.00 – 12.00
| Parma, Capitale della Cultura 2020-2021 “Best practice settore Cinema”

  • – Paolo. Manera, direttore di Film Commission Torino
  • Mattia Puleo, presidente CNA Cinema e Audiovisivo del Piemonte
  • – Arianna Trono, unit manager di Viola Film Srl

Ore 15.00 – 17.00 | Parma, Capitale della Cultura 2020+21 “Best practice settore Teatro”

  • – Francesca Chialà, regista
  • – Andrea Erri, direttore generale del Teatro La Fenice di Venezia
  • – Anna Maria Meo,direttore generale del Teatro Regio di Parma
  • – Lamberto Vallarino Gancia, presidente Teatro Stabile di Torino

23 giugno 2021

Ore 10.00 – 12.00 | Parma, Capitale della Cultura 2020+21 “Best practice settore Arte”

  • – Serena Bertolucci, direttrice del Palazzo Ducale di Genova
  • – Simona Gavioli,critica d’arte e curatrice d’arte
  • – Stefano Raimondi, direttore artistico di ArtVerona
  • – Alfonsina Russo,direttrice Parco Archeologico del Colosseo
  • – Tommaso Strinati, curatore Collezione Arte Antica e Moderna – Istituto Romano di San Michele

Modera: Marco Piaccaluga, giornalista presso RAI – Radiotelevisione Italiana

Ore 14.30 – 16.30 | Parma, Capitale della Cultura 2020-2021 “Best practice settore Musica”

  • – Red Canzian, compositore, cantante
  • – Chiara Chiappa,consulente del lavoro e presidente Fondazione Centro Studi DOC
  • – Francesca Martinelli, responsabile Sviluppo e Ricerca di Fondazione Centro Studi DOC
  • – Piero Tagliapietra, Presidente Hypernova Quale futuro per i lavori creativi e digitali

Modera: Piero Negri Scaglione, giornalista

24 giugno 2021

Ore 10.00 – 12.00 | Samsara Beach, Riccione “Best practice settore Intrattenimento e Spettacolo”

  • – Mauro Bianchi, proprietario Samsara Beach e presidente Consorzio Riccione Intrattenimento
  • – Stefano Caldari,assessore al Turismo, Sport, Cultura ed Eventi del Comune di Riccione
  • – Giuseppe Cipriani,nipote del fondatore dell’Harry’s Bare terza generazione della dinastia di imprenditori, manager del Gruppo Cipriani
  • – Tito Pinton, proprietario Musica Club Riccione e patron Muretto di Jesolo

Modera: Pierfrancesco Pacoda, giornalista musica e intrattenimento

Ore 15.00 – 17.00 | Musica Club, Riccione“Best practice settore Intrattenimento e Spettacolo”

  • – Luca Tausani Ferrini, architetto specializzato in progetti per l’intrattenimento
  • – Alberto Gnoli, amministratore Hospitality Marketing
  • – Maurizio Monti, storico direttore artistico dell’Echoes di Misano Adriatico
  • – Alex Natale, storico disk-jokey e produttore discografico

Modera: Pierfrancesco Pacoda, giornalista musica e intrattenimento

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