MANTOVA – Apertura al pubblico del sottopasso al ponte di San Giorgio

23 LUGLIO 2015

la manifestazione di inaugurazione

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Il sottopasso al ponte di San Giorgio viene consegnato da oggi alla città e da oggi è parte integrante del parco periurbano, migliorandone la fruibilità per le persone e offrendo un passaggio per la piccola fauna. Il Parco del Mincio l’ha realizzato, ottenendo contributi dalla Fondazione Cariplo, con il progetto “Percorsi di natura” che prevede la realizzazione di interventi di potenziamento e di deframmentazione del corridoio ecologico del fiume Mincio a nord e a est della città di Mantova e che era composto da due azioni complementari fra di loro, in gran parte realizzate e che nel loro complesso vanno a riqualificare la fruibilità dell’area del forte di Fossamana e del Bus dal Gat e completano la fruibilità del parco periurbano di Mantova.

La più significativa – ai fini della fruibilità – è appunto la creazione di un sottopasso ciclopedonale al ponte di San Giorgio per mettere in collegamento in sicurezza le sponde dei laghi di Mezzo e Inferiore all’altezza di Sparafucile. L’altra, co-finanziata da Regione Lombardia, si è realizzata sul canale Diversivo di Mincio da viale della Favorita nel comune di Mantova a Soave per complessivi 15 chilometri lungo i quali sono stati piantumati 18mila alberi.

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Il progetto, che era stato candidato al bando della Fondazione Cariplo denominato ‘Realizzare la connessione ecologica’ è stato coordinato dal Parco del Mincio come ente capofila, co-finanziato anche dalla Regione Lombardia e ha visto il sostegno di Comune di Mantova, Provincia di Mantova e Aipo e Lega Navale.

Sulla via Legnaghese oltre alla realizzazione del sottopasso polivalente tra la rocca di Sparafucile e il campo canoa, è anche stata realizzata la creazione di raccordi con le ciclabili esistenti e la creazione di interventi di miglioramento ambientale quali la rinaturalizzazione di un canale esistente, la creazione di nuove aree umide e siepi e prati fioriti (che saranno seminati in autunno) e che diventano importanti rifugi per la fauna che così potrà ricolonizzare aree che erano compromesse. Le specie favorite dal sottopasso sono naturalmente la piccola fauna terrestre tipica della pianura e nell’insieme degli interventi ad essere favoriti saranno anche uccelli e alcune specie minacciate.

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Il sottopasso è idoneo sia alla fruizione umana che ai transiti faunistici: è realizzato con fondo naturale. Le specie da favorire hanno un comportamento notturno o crepuscolare per cui l’interferenza con la fruizione umana è minima e l’illuminazione di basso impatto.

Un’opera complessa e di estrema utilità – commenta il presidente del Parco del Mincio Maurizio Pellizzer – che dimostra come l’ingegno umano proficuamente utilizzato e le positive sinergie di intenti possano consegnare soluzioni ai problemi di ogni giorno. Questo sottopasso è senza dubbio il frutto di un sapere ingegneristico all’avanguardia, del quale andare fieri. Chi ha guardato con sospetto il cantiere oggi può rendersi conto che questo piccolo passaggio permette di valorizzare il patrimonio dei laghi e di assicurare sicurezza negli attraversamenti stradali della statale Legnagnese. E il filmato in timelaps di tre mesi di lavori in tre minuti testimonia ed è lì a documentare la rilevanza dell’opera” (Il filmato è disponibile).

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L’area attorno all’imbocco del tunnel diventerà verde

La spianata dl terreno fine come borotalco che costeggia l’ingresso al sottopasso da campo canoa sarà sistemata a verde a fine estate, la stagione più idonea per la semina e la messa a dimora di alberi e arbusti. Per ora è una testimonianza del passato, quasi un “laboratorio didattico” a cielo aperto: quel fine tappeto altro non è che il fondo del lago che è stato dragato e ributtato sulla sponda negli anni ’50.

E’ di fatto il materiale di deposito di millenni di attività del fiume: nell’alto corso ci sono i ciottoli di origine morenica prodotti dall’attività erosiva dei ghiacciai, poi i sedimenti diventano via via sempre più fini e quando la corrente rallenta fino a quasi fermarsi, si deposita.

Raramente, ma il sottopasso andrà sott’acqua

Un tempo la sponda era più bassa rispetto al passaggio dell’ecotunnel: 2,50 metri al di sotto della quota del campo canoa. Il tunnel è realizzato in pendenza per poter assorbire senza danni le esondazioni programmate che si verificano quando i laghi di Mantova devono essere interclusi. Ma il tunnel sarà sommerso solo quando l’acqua dei laghi arriva ad invadere la strada sulla curva di porto Catena: una eventualità molto più rara delle periodiche sommersioni controllate delle sponde, che non interesseranno il sottopasso.

La testimonianza dell’antico percorso gonzaghesco

Durante i sondaggi è stato cercato e trovato il vecchio percorso di età gonzaghesca che scorre al di sotto del tunnel ma in corrispondenza del quale è stata lasciata traccia attraverso un diverso materiale di pavimentazione che sarà percepito anche fisicamente, quasi a evocare la pavimentazione incerta di un tempo (opus incertum).

Il rapporto con questa importante preesistenza è stato affrontato a tutto tondo. Prima è stata effettuata una ricerca storica approfondita che ricostruisse le vicende dell’antico ponte e del borgo di San Giorgio dal 1400 ad oggi; (vedasi scheda allegata). Poi la ricerca storica è stata discussa con la Soprintendenza dei beni storico architettonici e con la soprintendenza per i beni archeologici e assieme ad essa si è deciso l’iter da seguire. Sono infine sono stati commissionati studi geologici al fine di individuare, con appositi carotaggi, l’esatta posizione delle preesistenze.

Un po’ di dati sulla cronistoria dei lavori

Da ottobre a oggi il maxi cantiere da 6mila metri quadrati ha occupato parte del campo canoa e ha ospitato le grandi attrezzature necessarie alla realizzazione dell’opera. I primi passi e i passaggi più delicati sono stati questi:

– sono state effettuate le indagini per rilevare l’eventuale presenza di residuati ordigni bellici (per effettuare il traforo si è reso necessario abbassare di circa un metro e mezzo l’area che precede il punto del traforo) con esiti negativi;

– sono stati “alzati” di circa mezzo metro i cavi Enel che corrono sotto al sedime stradale per far posto al grande manufatto;

– Il cantiere è stato aperto a fine settembre 2014 e Il manufatto in calcestruzzo è stato creato in loco, lungo 35 metri: la costruzione del muro di spinta del manufatto e la spinta dello stesso nel rilevato stradale sono riassunti in tre minuti nel filmato in timelapse  https://www.youtube.com/watch?v=ZlvYTe9gs58 .

Il folder del progetto http://db.parks.it/news/allegati/PRMINnov31654-all2.pdf

La realizzazione del sottopasso e degli altri interventi ha compostato una spesa di 549mila euro.

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