ANTICHISSIMA FIERA DELLE GRAZIE

DISEGNO 4480780_med_hrdi G.Baratti         

Da venerdì 14 a lunedì 17 agosto l’edizione 2015 tornerà ad animare l’antico borgo mariano affacciato sul fiume Mincio e dominato dallo splendido Santuario.

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Devozione, arte, musica, cultura, folclore, divertimento, natura, sapori, giochi, tradizioni, mercato, esibizioni, luna park e molto altro è tutto ciò che l’avvenimento più atteso dell’anno regala un insieme inconfondibile ed inimitabile di emozioni.

Forte è la volontà da parte degli organizzatori, di valorizzare la presenza dei Madonnari. A custodire e valorizzare l’antica tradizione dell’arte del gessetto è il Centro Italiano Madonnari di Curtatone, che ogni anno collabora con l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco per l’organizzazione del concorso. Molto ricco è il programma degli spettacoli e degli incontri culturali, caratterizzato da un elevato livello qualitativo, a conferma della volontà di proporre ai visitatori dell’Antichissima Fiera occasioni preziose di stimolo e di riflessione, pur non dimenticando lo svago e il divertimento per tutti. Quest’anno l’Antichissima Fiera è ancora più attenta a soddisfare i gusti di ogni tipo di pubblico e ha pensato in particolare ai bambini e ai giovani, con spazi e appuntamenti dedicati; anche il grande mercato è stato rinnovato e arricchito, e va ad aggiungersi alla ricca proposta enogastronomica che da sempre caratterizza la manifestazione, capace di richiamare ogni anno nel piccolo borgo decine di migliaia di visitatori da ogni luogo, italiani e esteri. Andiamo ora nello specifico spiegando in sintesi il luogo, il santuario e i gessetti.

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Il santuario della Beata Vergine delle Grazie è una chiesa di stile gotico lombardo, dedicata alla Beata Vergine Maria, e sorge nella piccola frazione di Grazie a pochi chilometri da Mantova.

Edificata su un ampio piazzale, il santuario denominato anche basilica minore le sue origini sono da connotare al 1200; nella località, allora chiamata Prato Lamberto situato su di un piccolo promontorio emergente da un dedalo di flora e canne lacustri, sorgeva un altarino con l’immagine della Madonna col Bambino a cui i pescatori e i contadini erano particolarmente devoti. Dal piccolo altare, nel corso degli anni, venne edificato un sacello con una cappella votiva per proteggere l’immagine sacra dalle intemperie.

Dal 1412 fino alla fine del secolo vennero edificati il convento, la scuola, l’oratorio, la biblioteca, fino a quando nel 1521 sorse attorno al piazzale un portico di 52 arcate per il riparo dei mercanti dato che l’11 agosto 1425 il marchese Federico Gonzaga aveva fatto spostare la “fiera di Porto” iniziando la tradizione della fiera di ferragosto alle Grazie.

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In ultimo, l’ambizioso progetto del 1700 per l’ulteriore espansione del complesso su richiesta della duchessa Anna Isabella Gonzaga di Guastalla, prevedeva l’edificazione di 15 cappelle sulla strada per Mantova, ma non venne mai terminato.

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L’interno è in stile gotico a unica navata, e il soffitto è a volta a crociera decorato con affreschi floreali, ma ciò che stupisce il visitatore appena entra nel Santuario è la presenza di un coccodrillo (Crocodilus niloticus) imbalsamato appeso al soffitto al centro della navata.

Si tratta di un vero e proprio coccodrillo (non è un modellino) in tutta la sua interezza che è stato aggiunto nella chiesa intorno al XV – XVI secolo, da poco restaurato.

Nell’antichità venivano viste con promiscuità le figure di draghi, coccodrilli o serpi e spesso, in epoca cristiana, venivano associate al male, considerate personificazioni terrene del diavolo, animali che inducono al peccato.

La collocazione di questi animali nelle chiese ha quindi un forte significato simbolico, quindi, incatenare l’animale in alto, nella volta della chiesa vuol dire renderlo innocuo, bloccare il male che rappresenta e nello stesso tempo esporre un monito concreto per i fedeli contro l’umana predisposizione all’errore.

Legati al coccodrillo “delle Grazie” e alla sua derivazione sono nate diverse leggende e teorie: c’è chi riporta la sua fuga da uno zoo esotico privato di casa Gonzaga; chi ha elaborato racconti più vicini alla natura miracolosa dell’evento: due fratelli barcaioli stavano riposando sulla sponda del fiume, a un tratto uno dei due venne assalito dal coccodrillo. L’altro, chiedendo l’intercessione divina, si armò di coltello e riuscì a uccidere il predatore. Sono stati ipotizzati anche altri significati e collegamenti anche tra altre strutture architettoniche – simbolismi presenti nella chiesa e i versetti sull’ Apocalisse ben più elaborati si pensano riconducibili ai Francescani Minori Osservanti, guardiani della chiesa proprio durante il secolo in cui venne esposta la “reliquia”del coccodrillo e all’alchimia medievale che attuavano.

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Le statue-manichini sono stati realizzati con la tecnica della cartapesta, a grandezza naturale attribuite per la maggior parte a Frate Francesco da Acquanegra e dello stesso povero materiale si pensavano costruiti anche gli indumenti e le armature che li ricoprono e gli elmi e le armi che li finiscono.

statue%20di%20cartapestaLa struttura base delle statue è stata realizzata con strati di carta e tela induriti col gesso e dipinti con coloranti e aggiunta di miele nei leganti, ad essa sono state successivamente applicati diversi elementi realizzati con calchi o in alcuni casi in legno per viso mani e piedi (a seconda della posa assunta dal manichino), crine equino per i capelli e ghiande per alcuni particolari, tramite incollaggio.

Dodici sono le armature che sono state riassemblate dalle varie statue e si tratta infatti di armature difensive in stile gotico-italiano realizzate nel 1400, sono completi che rivestivano completamente il cavaliere perché costituiti da vari elementi d’acciaio che andavano componendosi armonicamente assicurando una protezione efficace. Esempi di armature come queste sono di estrema rarità, se ne possono trovare infatti pochi undici pezzi in tutto il Mondo. Da alcuni anni sono state trasferite nel Museo Diocesano Francesco Gonzaga a Mantova.

A volte i manichini non coincidono con la metopa sottostante segno che nel corso degli anni i primi hanno subito degli spostamenti. Qui di seguito vengono riportati alcuni esempi:

  • metopa dell’impiccato: IO VEGGO E TEMO ANCOR LO STRETTO LACCIO; MA QUANDO PENSO CHE TU L’HAI DISCIOLTO RIBENEDICO IL TUO PIETOSO BRACCIO.
  • metopa dell’uomo appeso per le mani: DALLA FUNE, ONDE IN ALTO ERA SOSPESO, VERGINE BENEDETTA IO TE CHIAMAI, LEGGER DIVENNI, E NON RIMASI OFFESO.
  • metopa dell’impiccato: INNOCENTE T’IMPLORO E TU SEI PRESTA: QUATTRO VOLTE SI FRANGE IL LACCIO INGIUSTO, PERCHÉ TUA MAN L’ALTRUI FIEREZZA ARRESTA.
  • metopa del condannato alla ghigliottina: PER MIO DELITTO CONDANNATO A MORTE, E INVAN DATOMI UN COLPO IL GIUSTIZIERE L’ALTRO SOSTENNE POR TUA DESTRA FORTE.
  • metopa del condannato ad essere gettato dentro un pozzo: FUOR D’ESTO POZZO FUSCI LIBERO E SCIOLTO COL GRAVE SASSO, CHE PENDEA DAL COLLO, PERCHÉ FUI DA LE TUE BRACCIA ACCOLTO.
  • metopa del guerriero vicino al suo cannone: QUESTA DI FUOCO RAPIDA PROCELLA PER COLEI SOLO NON PROVAI NOCENTE, CHE PUÒ SPEZZAR DI MORTE LE QUADRELLA.

Il Santuario con le tracce dei Madonnari è dovuto al marchese di Mantova Gian Francesco Gonzaga quando, l’11 agosto 1425 con grida dichiarò il piazzale antecedente la chiesa luogo di “libero mercato di merci“. Da allora, ogni Ferragosto, viene allestita “La Fiera delle Grazie”. Proprio durante la grande festa del 14 e 15, si svolge l’annuale Incontro Nazionale dei Madonnari che raccoglie un centinaio di artisti da tutto il mondo.

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I madonnari sono pittori che dipingono esclusivamente con gessetti colorati sull’asfalto creando grandi riproduzioni di quadri famosi d’arte sacra o immagini di propria fantasia dedicate alla Madonna o di stampo profano.

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Il concorso prende il via la notte del 14 agosto. Il vescovo benedice i gessetti che gli artisti useranno e il loro lavoro continua imperterrito tutta la notte fino al pomeriggio di Ferragosto. Le opere lasciate poi in balia degli eventi atmosferici, sono destinate a sciogliersi al primo acquazzone, rimanendo fedeli, nella loro stesura iniziale, solo negli scatti fotografici delle migliaia di persone che ogni anno vengono ospitati nel piccolo borgo.

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Ancora oggi è frequente l’usanza di raggiungere a piedi il sagrato delle Grazie, proprio nei giorni di Ferragosto, come voto alla Madonna o dopo aver ricevuto una grazia.

Già dalle prime ore del mattino si potrà fare una colazione molto particolare: pane e cotechino, salume tipico della tradizione della fiera, nonostante il caldo d’agosto. Terminata la colazione, diventa d’obbligo immergersi fra le innumerevoli bancarelle del mercato.

Per conoscere ancora più dettagliatamente le tradizioni del luogo leggi anche l’articolo: https://mincioedintorni.wordpress.com/2015/08/10/madonnari-cotechino-mastello-la-tradizione-della-fiera-delle-grazie/

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(foto di repertorio web)

Elenco dei Madonnari premiati dal 2010 al 2014
Anno maestri madonnari madonnari qualificati madonnari semplici
2014  Andrea Mariano Bottoli  (Italia) Garcia Hernan Adriana Del Rocio (Messico) Mino Di Summa (Italia)
2013  Cristina Cottarelli (Italia) Liliana Confortini (Italia)  Pierluca Arena (Italia)
2012  Ketty Grossi  (Italia) Juandes Vera (Mesico) Jenny Mc Cracken (Australia)
2011 Mariangela Cappa (Italia) Luigi Legno (Italia) Takanori Nishimura (Giappone)
2010 Melanie Stimmel Van Latum (USA) Michael Kirby (USA) Sandro Vasini (Italia)
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