MANTOVA – NUOVO CORSO AL FUTURO DEL MINCIO

Mantova - Contratto di Fiume Mincio.jpg

Mercoledì 18 maggio nella sede del Parco del Mincio è stato firmato l’accordo operativo del Contratto di fiume Mincio approdando alla sua fase attuativa. È servito un anno per passare dalla fase propedeutica alla tappa di oggi che dà il via a un percorso destinato a cambiare il futuro del Mincio, che attraversa i territori tra Garda e Po, tra Lombardia e Veneto, formando i laghi di Mantova e la zona umida delle Valli del Mincio che ne sono il cuore..

Prima firma quella dell’assessore regionale all’ambiente Claudia Maria Terzi, a seguire quelle di 45 enti e di 16 altri sottoscrittori privati che dà avvio al percorso di programmazione negoziata che individua 59 interventi prioritari per gli habitat e per il territorio del fiume.

L’operatività dell’accordo è demandata al Parco del Mincio in qualità di soggetto responsabile, che parte con un 10% di risorse già disponibili: quasi 6 milioni di euro con i quali si svolgeranno interventi destinati a lasciare un contributo forte al miglioramento della qualità delle acque e degli habitat: interventi sui depuratori di sette comuni per renderli più efficienti e migliorare la qualità delle acque di scarico , ulteriori interventi di riattivazione della circolazione idraulica della riserva naturale delle Valli del Mincio, altri lavori su affluenti artificiali del Mincio  con vasche di laminazione per ridurre il carico inquinante sversato nel Mincio, nelle Valli del Mincio e nei laghi di Mantova. Quel che resta da fare è parecchio: il piano d’azione è strutturato in nove aree tematiche ripartite in 59 attività ed è completato da un quadro finanziario complessivo che ammonta a oltre 62 milioni di euro, dei quali oltre 56 milioni di euro da reperire attraverso una pianificazione nel tempo delle azioni necessarie da compiere da parte dei vari soggetti deputati, tra i quali quelli che sono stati individuati come “responsabili e attuatori” e altri da reperire. In primo piano tra i principali interventi da realizzare ci sono quelli finalizzati all’incremento dei quantitativi di acqua e al suo miglioramento qualitativo, in ingresso al fiume Mincio nelle aree di maggior sensibilità, quali le Valli del Mincio ed i Laghi di Mantova.

Contratto di Fiume Mincio.jpgPresentato da Presidente e direttore del Parco del Mincio, Maurizio Pellizzer e Cinzia De Simone, il varo del Contratto ha registrato il plauso degli enti presenti, in una una gremitissima sala.

È una sfida storica – l’ha definita il sindaco di Mantova Mattia Palazziche è particolarmente indicato avviare in questo momento in cui Mantova è Capitale Italiana della Cultura: il “capitale ambientale”è uno dei suoi valori e i benefici di questo percorso sono l’unica strada per portare a risanare i laghi di Mantova”.

E anche per il presidente della Provincia di Mantova Alessandro PastacciQuesto è un traguardo storico, un punto di partenza: da qui nasce il piano che rappresenterà il percorso dei prossimi anni  e l’aspetto fondamentale è la forza del processo che è costituito da un partenariato molto ampio, complesso, ma in cui tutti hanno dimostrato di credere. Apre la strada a un nuovo modello di collaborazione tra soggetti che si confrontano insieme al Parco con obiettivi molto ambiziosi che dovranno coinvolgere la programmazione europea e nazionale e quella regionale”.

In sala, prima sottoscrittrice del Contratto di fiume Mincio Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia: “Ci tenevo a sancire la partenza lavori del quarto Contratto di Fiume di Regione Lombardia: un anno fa siamo venuti a sottoscrivere il protocollo operativo che oggi porta alla sottoscrizione. Sembrava un’idea sfidante perché dare vita a un Contratto di Fiume non è cosa semplice ma oggi dopo un anno – tempo brevissimo per una pubblica amministrazione – l’iter si compie grazie a tutti coloro che hanno partecipato ma soprattutto alla testardaggine del direttore e del presidente del Parco del Mincio che hanno creduto molto in questa azione e sono riusciti a coinvolgerci tutti. Il contratto di fiume è l’unico strumento che ci consente di operare sui nostri territori,  è uno strumento innovativo che si basa su un fondamento: mettersi in rete e collaborare perchè senza un approccio integrato è impossibile arrivare ad un risultato. Questa è una giornata importante perché non è semplice arrivare a questi risultati in un anno: è un ottimo risultato anche per Regione Lombardia, che potrà citare come esempio virtuoso questo Contratto di Fiume”.

Ecco in sintesi gli interventi più rilevanti tra quelli inseriti nel piano d’azione del contratto per rispondere ai “bisogni” del fiume e del suo territorio.

L’installazione e gestione di sgrigliatori lungo il reticolo dei canali per l’intercettazione e la rimozione dei rifiuti flottanti, la creazione di bacini di decantazione, volti alla sedimentazione del materiale più grossolano, la creazione di bacini di fitodepurazione, ovvero aree umide artificiali, che, attraverso l’attività delle piante e dei microrganismi batterici, sono in grado di sottrarre alle acque gli inquinanti ed i nutrienti in eccesso provenienti da scarichi  di un’attività produttiva o da fonti diffuse come le attività zootecniche.  Sul depuratore di Peschiera, quello che raccoglie gli scarichi del basso lago di Garda, andrà realizzato un manufatto idoneo di miscelazione del refluo scaricato, il ricorso a fasce tampone sulle sponde degli affluenti di destra Mincio, l’incremento e la gestione delle portate.

Sono in tutto nove le tematiche che accorpano le 59 schede del piano d’azione. Il 68% della stima di spesa (42milioni di euro) è assorbita dagli interventi per il miglioramento della qualità delle acque. Seguono, per valenza economico, le 11 attività individuate per l’incremento e la migliore gestione delle portate del fiume, che sommate agli interventi per il miglioramento delle circolazione idraulica superano il 17% del piano) seguono gli interventi in ambito agricolturale  (8,31%), quelli per la riqualificazione ambientale (il 5,4%) e completano il quadro economico del piano d’azione le altre attività , tutto al di sotto dei 100mila euro ciascuna: il coordinamento territoriale e la governante locale, la condivisione di informazioni sul bacino, l’educazione ambientale e la formazione sul tema della qualità delle acque.

Qui la sintesi del “Contratto di fiume Mincio” varato il 18 maggio 2016 a Mantova: http://www.parcodelmincio.it/pdf/contratto.fiume.mincio.pdf

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