MANTOVA – CONTRATTO di FIUME MINCIO: BOOM DI PRESENZE

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Il “contratto di fiume Mincio” è uno strumento di programmazione del futuro dei territori del bacino del fiume, con l’obiettivo di migliorarne la qualità ambientale. E i comuni dovranno adattare i loro strumenti di pianificazione a quanto previsto nello strumento di programmazione siglato il mese scorso tra un pool di enti coordinati dal Parco del Mincio come soggetto responsabile.

Indispensabile quindi il compito di informare quanti da ora in poi si troveranno ad interagire con il territorio in termini di opere pubbliche o private, infrastrutture, cantieri edili e opere di urbanizzazione. Circa 200 i tecnici, ingegneri, architetti e geometri, che l’8 giugno hanno riempito la capienza dell’auditorium dell’università di Mantova per partecipare al convegno che il Rotary Distretto 2050 ha finanziato per attuare una delle azioni di informazione previste dal Contratto di fiume e di cui è partner sottoscrittore.

“Un convegno nel corso del quale da parte del Parco e di Regione Lombardia con l’ing. Clerici sono stati illustrati finalità e impegni del contratto  di fiume – spiega Maurizio Pellizzer, presidente del Parco che ha aperto i lavori – e che ha permesso, attraverso i relatori, di mostrare ai tecnici quanto importanti possano essere le loro progettazioni nel perseguire un possibile obiettivo di miglioramento della qualità delle acque e degli habitat”.

“È il primo convegno di informazione sul Contratto di fiume: dopo i tecnici ci rivolgeremo alle categorie per focus specifici che verranno promossi in futuro – spiega Cinzia De Simone, direttore del Parco, che nel suo intervento ha illustrato l’importanza della progettazione integrata che gli interventi nel bacino del Mincio richiedono, perché devono saper coniugare aspetti ingegneristici, naturalistici, paesaggistici il che presuppone un approccio di tipo sinergico che coinvolga una pluralità di competenze e conoscenze”.

Il quadro ambientale è stato illustrato da Monica Pinardi di Uniparma che ha descritto lo stato di salute del bacino fluviale del Mincio, composto da75 chilometri di fiume ma anche da 1900 chilometri di reticolo idrico. “Nel tratto a maggiore naturalità del fiume, tra Pozzolo e Goito, – ha spiegato la ricercatrice – in circa 8 km il fiume acquista dalla falda superficiale tra 200 e oltre 1400 kg di azoto nitrico al giorno” un carico trofico elevato che si traduce in cibo per le comunità dei produttori primari  – come la castagna d’acqua e il  loto, oggi tema attuale – : “Senza una gestione attiva – ha spiegato – le macrofite occuperebbero l’intera superficie dei laghi e la Clorofilla fitoplanctonica nel fiume Mincio è ben oltre i parametri di iperetrofia nel tratto intermedio”. Quadro confermato poi da Lorenza Galassi di ARPA che ha illustrato il funzionamento della rete di monitoraggi. Nel Contratto di fiume le possibilità di arginare le criticità.

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E a un buon risultato concorrono sicuramente le strategie per il miglioramento del servizio idrico integrato, presentate dall’ ing. Francesco Peri dell’azienda speciale d’ambito: la tariffa dei servizi idrici garantisce investimenti per oltre 300milioni di euro in 20 anni dei quali nel bacino del Mincio 4,8 milioni di interventi di collettamento e depurazione e dismissione impianti obsoleti anche se proprio il mantovano si distingue negativamente per la mancanza di ben 10 acquedotti.

Ed è cruciale secondo il docente universitario Carlo Collivignarelli, docente di ingegneria ambientale a Brescia, per garantire una sempre migliore qualità delle acque, che i gestori dei servizi idrici puntino alla massima efficienza degli impianti, sfruttandone al meglio le potenzialità effettive. “La loro capacità di depurazione può essere molto diversa” ha affermato, annunciando che la Regione Lombardia – analogamente a quanto già fatto da Veneto e Piemonte – inserirà l’obbligo di collaudo funzionale degli impianti (oggi non previsto) e la verifica periodica, una sorta di “tagliando” utile al rinnovo delle autorizzazioni allo scarico.

E pressante e diretto è stato l’invito del Rotary ai tecnici: “quando si progetta un’opera, una rete fognaria o nuovi collettamenti, siete invitati a intervenire al meglio dall’inizio, anziché dover effettuare interventi  postumi di risanamento che comportano una maggiorazione della spesa e un danno ambientale” ha detto il coordinatore della commissione Acqua del distretto Carlo Locatelli dopo l’intervento di saluto del  governatore Omar Bortoletti.

In chiusura le relazioni di Marcello Moretti di AIPO e di Carlo Peraboni del Dipartimento di Architettura e Studi urbani Politecnico di Milano:” Il contratto di fiume può divenire «contratto per il fiume» rimettendo al centro la sua forza e la sua capacità identitaria. Il contratto di fiume può divenire occasione per tornare a guardare il progetto di paesaggio come opportunità per ripensare ai territori attraversati, alle relazioni che con essi si stabiliscono.

 

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