VIADANA – UN CLANDESTINO E UNA MINORE AL LAVORO NEL LABORATORIO TESSILE DI TAPPETTI. ARRESTATO IL TITOLARE

Tra gli operai, anche un clandestino e una minorenne sfruttati nel laboratorio tessile.  Questo è lo scenario che si è presentato ai Carabinieri che nella tarda serata di ieri sono intervenuti in un laboratorio tessile a Viadana dove vengono confezionati tappetti di stoffa.

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I militari delle Stazioni di Guidizzolo e di Asola, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Viadana e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova e con il personale dell’Inail e Inps, si sono presentati nel capannone intorno alle 22.00 di ieri sera (25 novembre), scatenando il solito scompiglio generale tra gli operai che, nel tentativo di sottrarsi al controllo, hanno tentato di guadagnare le uscite dello stabile, già sorvegliate dai militari.

Nel laboratorio sono stati trovati in attività n. 7 operai, di cui 6 in regola con documenti e contratto di lavoro,  mentre gli altri due sono risultati, uno irregolare sul territorio nazionale e quindi clandestino e l’altra, una ragazza minore di anni sedici, non  assumibile.

Adiacente al laboratorio una piccola palazzina dove, come oramai è consuetudine, vengono allestite piccole stanze con brande di fortuna, bagni e cucina ad uso comune.

Anche in questo caso, gli operai ascoltati dai Carabinieri, hanno dichiarato di lavorare mediamente 10-12 ore al giorno e di percepire una paga mensile di circa 300 euro, e quindi molto al di sotto della paga prevista dal contratto nazionale di categoria.

 

 

 

 

 

Per quanto accertato, Z.L. 42enne cinese, residente a Viadana, titolare dell’attività, è stato arrestato per i reati di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro – caporalato – occupazione di cittadino straniero privo di titolo di soggiorno e sfruttamento di manodopera clandestina”.

I Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro hanno inoltre adottato un provvedimento di sospensione dell’attività oltre alla contestazione delle previste violazioni amministrative, ancora in fase di quantificazione.

L’immobile, le postazioni di lavoro costituite da macchinari per il taglio delle stoffe e per la cucitura dei tappetti, per un valore di circa 100mila euro, sono stati sottoposti a sequestro.

A carico dell’arrestato, a cura degli Uffici Inail e Inps, seguirà anche il recupero dei contributi mai versati nei confronti dell’operaio risultato senza contratto di lavoro.

L’operazione di questa notte, come tutte quelle svolte sino ad ora, rientrano nell’ambito delle attività della “task force” voluta dal Prefetto e dal Comando Provinciale dei Carabinieri per il contrasto del lavoro nero.

 

L’arrestato è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di custodia domiciliare, a disposizione del Tribunale di Mantova, mentre nei confronti del clandestino sono state avviate le procedure di espulsione da parte della Questura di Mantova.

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