COME RENDERE IL TERRITORIO PIÙ SICURO IN CASO DI PIENA? IL CONSORZIO TERRE DEI GONZAGA PROPONE UNA SOLUZIONE

In occasione della serata “Il Po, la prevenzione”, organizzata dai Rotary Gonzaga Suzzara, Guastalla e Mantova Sud, il Consorzio Terre dei Gonzaga in Destra Po ha presentato una proposta per il miglioramento della sicurezza idraulica del territorio nei confronti della piena del Po, considerato che le modifiche climatiche richiedono ulteriori interventi a protezione del territorio.

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All’incontro erano presenti, come relatori, la Provincia di Mantova, la Protezione Civile, ed AIPO con invitati i sindaci di Suzzara Ivan Ongari, di Guastalla Camilla Veroni e di Gonzaga Claudio Terzi, oltre alla Presidente del Consorzio Ada Giorgi.

Durante la relazione del Direttore Raffaele Monica, che ha parlato della storia e della gestione attuale del Consorzio, è stata pubblicamente avanzata un’interessante ipotesi, relativa al ruolo della golena di San Benedetto Po (Diganola – Po morto).

È stato chiesto ai vertici del Consorzio di chiarire i termini della questione.

Presidente, qual è l’attuale gestione amministrativa della golena?

Dal 2017 la regione Lombardia ha annesso la golena di San Benedetto Po al Consorzio Terre dei Gonzaga; già nelle elezioni del 2017 gli associati della Diganola hanno potuto partecipare alla scelta dei consiglieri del Consorzio Terre dei Gonzaga.
Durante gli eventi del 2000 l’invaso della golena aveva prodotto una riduzione dei livelli del fiume: i tecnici della bonifica hanno effettuato studi su questa opportunità sulla base delle indicazioni del nuovo Consiglio di Amministrazione.

Raffaele Monica

Entriamo nel dettaglio tecnico con il Direttore, Raffaele Monica. 

Le aree golenali chiuse sono state sempre molto utili per la laminazione delle piene del fiume. Addirittura, a livello internazionale, si studia tale assetto come “Po river system”.
Il sopralzo degli argini maestri effettuato dopo la piena del 2000 ha in parte limitato questa opportunità, poiché gli argini golenali non sono stati parimenti alzati: ora la golena si allagherebbe anche se il fiume fosse ancora in grado di trasferire a valle la portata senza danni.

Quali sono le possibili soluzioni avanzate dal Consorzio?

La golena di San Benedetto Po ha una capacità di invaso di circa 35 Mmc. Il suo completo invaso si effettua in parecchie ore, tempo nel quale anche il livello del fiume si abbassa. È necessario quindi aumentare la quota dell’argine golenale per portarlo alla quota di quello maestro, prevedendo uno o più punti di rottura dentro la golena.
Operativamente si dovrebbero rialzare gli argini golenali della lunghezza di alcuni chilometri ed individuare le posizioni per la loro rottura, che dovrebbe avvenire solo quando la piena del fiume diventasse pericolosa per gli stessi argini maestri.

Quali sarebbero i vantaggi in termini di sicurezza idraulica per il territorio?

Ridurre il rischio di sormonto degli argini maestri nel nostro territorio a vantaggio di tutta la popolazione residente per allontanare sempre più questa drammatica ipotesi.

Quali i vantaggi per i residenti in golena?
L’ultima evacuazione risale al 2016. Solo che ha vissuto questa esperienza sa cosa può significare e quali disagi comporti; rendere questa necessità sempre meno frequente e più lontana nel tempo possibile dev’essere una priorità.

Presidente, c’è già un’idea dei costi?

L’idea ha un duplice scopo e i costi sarebbero tutto sommato contenuti, se confrontati con i grandi benefici che si estenderebbero ad un territorio comprendente tutta la provincia di Mantova ed anche più a valle, considerando che in questo modo si abbasserebbe il livello del fiume sia per gli argini maestri posti in destra idraulica che in sinistra.

(foto terre dei Gonzaga, web e archivio)

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